La mostra tratta il soggetto della montagna, intesa sia come luogo di origine che come metafora di una riflessione sulla relazione tra umanità e Natura. Sono sculture in ferro verniciato che contengono la gamma cromatica entro un rigoroso bianco e nero su cui è possibile decifrare i sentieri di un’ascesa. Il progetto si presenta come un viaggio, tra memorie e processi mentali, che attraversa la sfera simbolica legata alla montagna. Nuove vette da conquistare e nuovi successi da ottenere, seppure la caduta sia dietro una svolta e il fallimento sempre possibile. Il pulsare di una luce glaciale che irradia dall’interno della montagna stessa, demarca quel confine impalpabile tra le due condizioni.
Daniele Salvalai (1979) si diploma in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Dal 2002 inizia ad esporre presso gallerie pubbliche, private e istituzioni museali nazionali. Diversi i premi nazionali ed internazionali presso i quali la sua opera è stata decretata vincitrice, tra i quali si annovera il Premio Artivisive San Fedele del 2011. Nel 2018 per la Fondazione Carlo Maria Martini realizza il premio per il Martini International Award. Vive e lavora tra il Lago d’Iseo e Verona dove è docente di Scultura all’Accademia di Belle Arti.
Fino al 25 giugno 2022
da martedì a sabato 14/18
(chiuso il lunedì, i festivi e il 3-4 giugno)