Giovanni Columbu presenta a San Fedele una serie di schizzi,
di appunti visivi realizzati durante la preparazione del suo film Su Re. Si
tratta per la maggior parte di disegni di piccole dimensioni, realizzati ad
acrilico, in bianco e nero. È stata questa un’occasione per l’autore di
riavvicinarsi alla pittura, sua prima passione, e per approfondire alcuni temi
del Vangelo. Con mano veloce ed energica, Columbu realizza disegni intensamente
espressivi, densi di pathos, consegnandoci drammi pienamente umani.
Con un linguaggio «antisacrale» ci immerge infatti in una
realtà quotidiana, come se l’evento della croce potesse ripetersi oggi, sempre,
al cuore della storia. Stretto è per l’autore il rapporto tra cinema e pittura.
Come scrive il regista: «Nella realizzazione di questi bozzetti mi sono
ritrovato in certi casi a stropicciare i fogli prima di dipingerli e a non
ostacolare il generarsi di macchie di colore, affinché anche la carta e il
colore, con le loro proprie leggi fisiche, potessero concorrere
all’espressione. L’analogia con l’uso che nel film ho fatto della macchina da
presa, sta nell’averla sempre impugnata a mano, per accogliere anche i tremiti
del respiro dell’operatore o le turbative dell’ambiente come fattori
concorrenti all’espressione.
Forse c’è un’analogia anche col rapporto che nel film ho
stabilito con gli interpreti, con i quali mi sono sempre adoperato affinché
fossero il più possibile preparati e al tempo stesso mantenessero viva una
certa impreparazione. Questo per evitare ogni eccessivo controllo della
recitazione e per favorire l’affiorare il più possibile spontaneo e non
consapevole dei sentimenti degli interpreti». E continua: «Spero che questa
ricerca possa concorrere a richiamare le relazioni tra la pittura e il cinema,
in particolare con quel cinema in cui ogni singolo fotogramma o ogni singola
scena - non solo la concatenazione dei fatti – può assumere un’autonomia di
significato e un proprio interesse estetico. In virtù di questa relazione
dovrebbe porsi anche nel nostro paese la legittimità di una “scrittura” per il
cinema che non sia solo la sceneggiatura».
Quella di Columbu è dunque una mostra di notevole forza
espressiva. È quella stessa intensità che percepiamo in tante scene del film,
ben al di fuori di tante rappresentazioni sacre contemporanee patinate,
edulcorate e prive di profondità.
fino al 18 aprile 2015
mart/sab 16,00 – 19,00 (al mattino su appuntamento, chiuso festivi e dal 3 al 6 aprile)