Il Vangelo secondo Giotto

La Cappella degli Scrovegni a Padova
Auditorium martedì 4 maggio 2010, 18.15

La cappella, intitolata a Santa Maria della Carità, fu fatta costruire ed affrescare tra il 1303 e i primi mesi del 1305 da Enrico Scrovegni, ricco banchiere padovano, in un’area in cui era collocata l’antica arena romana di Padova. La Cappella, pressoché interamente affrescata da Giotto, che in quel tempo si trovava a Padova per i minori conventuali della loro Basilica di Sant’Antonio, costituisce un episodio capitale per la comprensione dell’arte italiana  nel suo passaggio dai modelli bizantini al naturalismo rinascimentale.

La struttura architettonica dell’oratorio è molto semplice. Si tratta di una struttura a pareti lisce con copertura costituita da una volta a botte. Organizzati in quattro fasce dove sono costruiti i pannelli contenenti le varie scene, gli affreschi sono divisi da cornici geometriche. Giotto dipinge l’intera superficie con un progetto iconografico e decorativo unitario, ispirato da un teologo agostiniano, Alberto da Padova. In 40 scene, il ciclo si incentra sul tema della salvezza. Secondo un orientamento che dal passato giunge al nostro presente, il ciclo comprende le storie di Gioacchino ed Anna e le storie di Maria, nel registro superiore. Sul secondo registro della parete nord iniziano invece le storie di Gesù che terminano con la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli (Pentecoste).

Nella parte inferiore, inizia il percorso del quarto registro, costituito da quattordici allegorie monocrome, alternate a specchiature in finto marmo, che simboleggiano i Vizi (Stultitia, Inconstantia, Ira, Iniusticia, Infidelitas, Invidia, Desperatio) e le Virtù, le quattro cardinali (Prudencia, Fortitudo, Temperantia, Iusticia) e le tre teologali (Fides, Karitas, Spes). La storia della salvezza non può essere infatti relegata in un passato da contemplare. La storia di Cristo deve incarnarsi nella nostra vita. E il quarto registro immette nello spazio temporale del tempo presente, ponendo l’uomo di fronte alle scelte di bene e male, peccato e redenzione, salvezza e dannazione. In base a questa scelta si fonderà il giudizio di Dio. Nella controfacciata campeggia, infatti, il Giudizio Universale, l’incontro supremo della nostra vita, con la rappresentazione della visione del Paradiso e dell’Inferno. Il ciclo è chiuso dalla volta con stelle a otto punte su un cielo blu stellato, simbolo della sapienza divina.

Con Giotto, la storia di Dio si fa storia umana. La storia di Dio, che si affacciava dall’eternità sul mondo dell’uomo , secondo la tradizione bizantina, si incarna nella nostra storia. Dio non abita più gli spazi della trascendenza, simboleggiati dai fondi oro bizantini, ma il mondo della natura e della storia.

filmato: Il Vangelo secondo Giotto. La Cappella degli Scrovegni a Padova.

regia: Luca e Nino Criscenti

Durata: 65’

Prodotto da: Land Comunicazioni, 2005