La mattina del 17 settembre 1971, il comandante dell’aviazione militare israeliana, con un altro ufficiale, suona alla porta di Nella Magen Cassouto. Il maggiore Magen è morto, annuncia, il suo aereo è stato abbattuto da un razzo egiziano mentre sorvolava il Sinai.
L’anima di Nella, mamma di due bambini piccoli e moglie del militare ucciso, si rompe. Nessuna risposta all’immensità della domanda “Perché?”. Gli anni scorrono e ogni famiglia subisce almeno una perdita, in Israele e Palestina. Il dolore e l’odio governano il Medio Oriente.
Nella Magen Cassouto vuole trasformare i sentimenti e la vita e lo fa, con un immenso sforzo, attraverso l’arte.
Collabora a fondare il Parents’ Circle, l’associazione per la riconciliazione tra i parenti delle vittime di ambo le parti, palestinesi e israeliane. Non accetta la guerra. Usa il mezzo fotografico che permette di osservare il mondo con altri occhi rispetto a quelli mediatici.
Chiede a chi incontra di farsi fotografare nella propria quotidiana normalità, e poi invita i visitatori della mostra a indovinare se la persona è musulmana, ebrea o cattolica. Rimescolando le preconcette carte dell’identità.