Leggenda, opera in un atto di Alessandro Solbiati Regia della videoripresa dello spettacolo (live) a cura di Francesco Leprino
Libretto da I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij e musica di Alessandro Solbiati Commissione del Teatro Regio di Torino (1a rappr. assoluta: Torino, Teatro Carignano, 20 settembre 2011) Ivan (tenore) Mark Milhofer Alëša (soprano) Alda Caiello Grande Inquisitore (basso) Urban Malmberg Spirito del Non Essere (basso) Gianluca Buratto Madre (soprano) Laura Catrani Gesù Cristo (mimo) Tomaso Santinon
La «Leggenda del Grande Inquisitore» è incastonata nel romanzo I fratelli Karamazov di Dostoevskij. Lo scrittore russo completava queste pagine un paio di anni prima della sua morte, ed egli stesso confessava che questo era il «culmine» del romanzo. Da queste pagine, Alessandro Solbiati ha tratto un’opera in un atto creata al Teatro Carignano di Torino e diretta da Gianandrea Noseda nel 2011.Cristo, nel carcere dell'Inquisizione della Siviglia del XVI secolo, è ininterrottamente contestato dal vecchio Inquisitore dal «volto scarno e dagli occhi infossati che mandano ancora una luce simile a una scintilla di fuoco». E la prima e fondamentale domanda è: «Perché sei venuto a disturbarci? Lo sai anche tu che sei tornato a disturbarci». E l'ultimo, violento monito sarà: «Vattene e non venire più- non venire mai- mai, mai!». Cristo tace sempre di fronte alla valanga di accuse dell'Inquisitore che gli contesta di essere un pericolo per la quiete amorfa dell'umanità alla quale ha portato la libertà, la coscienza, la responsabilità, alla quale ha insegnato il senso segreto del dolore e nel cui cuore ha deposto il seme dell'amore (G. Ravasi).
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