Genere:Commedia
Biglietto:5 € / 7 €

CIN’ACUSMONIUM 2018-2019

S. Kubrick / A. Tarkovskij
Auditorium 26/11/ 2018-04/03/2019-26/04/2019 ore 20
testo/musica
CINACUSMONIUM 
Auditorium San Fedele Milano, Via Hoepli 3/a

2018
Lunedì 26 Novembre ore 20.30
Stanley Kubrick 2001 Odissea nello spazio (1968)

2019
Lunedì 4 marzo ore 21.00
Andrej Tarkovskij Lo specchio (1975)

Lunedì 15 aprile ore 20.00
Andrej Tarkovskij Solaris (1972)

Proiezione acusmatica dell’originale soundtrack a cura di Giovanni Cospito e Dante Tanzi

ingresso € 7 / € 5 ogni proiezione
ABBONAMENTO: 3 Cin’Acusmonium € 12
 
(Prevendita CLICCA QUI, tel. 02 86352231)

SINTESI
Riprende l’apprezzato ciclo Cin’Acusmonium con tre film: 2001 Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick, in occasione del suo 50° anniversario, e due capolavori di Andrej Tarkovskij: Lo specchio (1975) e Solaris (1972).

APPROFONDIMENTI
A 50 anni dalla sua realizzazione, la Fondazione Culturale San Fedele celebra il capolavoro di Kubrick 2001 Odissea nello spazio, con una proiezione straordinaria della copia restaurata e in lingua originale (sottotitoli in italiano) del film, aggiudicatosi il Premio Oscar per gli effetti speciali nel 1969, anno in cui, ‘dopo’ Kubrick, l’uomo riuscì realmente ad approdare sulla Luna. Pensato sin dal 1964, il film riflette sul rapporto dell’uomo con la tecnologia, ma in maniera metafisica: «ognuno è libero di speculare a suo gusto sul significato filosofico e allegorico del film. Io ho cercato di rappresentare un'esperienza visiva, che aggiri la comprensione per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell’inconscio» (S. Kubrick).
Continua la proiezione acusmatica dell'integralità dell'opera di Andrej Tarkovskij, nel 2019 verranno proiettati 2 film con l’Acusmonium SATOR: Lo specchio e Solaris. Lo scopo non è quello di creare effetti fonici speciali o di aggiungere sonorità non previste dal regista. Si tratta di spazializzare, durante le proiezioni, unicamente le colonne sonore e il materiale audio dei tre film. L’Acusmonium non ha dunque la funzione di potenziare il suono, ma contribuisce a rendere più percepibile l’unità immagine/suono nell’esperienza cinematografica. L’elemento sonoro, nel linguaggio del cinema, viene spesso concepito come un elemento esterno, aggiunto successivamente al film, nella fase del montaggio. Non è così per Tarkovskij che auspicava, da parte dei registi, una maggiore compenetrazione tra suono e immagine: molto spesso usiamo le immagini come un linguaggio; il suono no, nonostante possa anch’esso venire impiegato in maniera non utilitaristica. Il cinema non è una realtà artificiosa, non è neanche un linguaggio di sintesi tra le varie arti, è piuttosto una realtà esperienziale, come spiegava il regista: “una persona va al cinema per cercare un’esperienza di vita, perché il cinematografo, come nessun’altra forma d’arte, allarga, arricchisce e concentra l’esperienza effettiva dell’uomo, e, per questo, non solo l’aumenta ma la rende, per così dire, più lunga, decisamente più lunga. Ecco dunque dove risiede l’effettiva forza del cinema. L’Acusmonium integra maggiormente la parte sonora con l’immagine, creando all'interno della sala uno spazio acustico nuovo. Così l’insieme ha più unità, un’unità intesa come fedeltà alla realtà, e al tempo stesso la realtà del cinema è più presente, più vicina allo spettatore, più reale e naturale, seguendo un principio di Tarkovskij : “l’immagine cinematografica può incarnarsi solo in forme fattuali, naturali, di vita percepita attraverso la vista e l’udito”. Ma va sottolineato che tutto questo è al servizio degli interessi maggiori del regista. Da una parte, la questione del tempo, “la specificità del cinema è una scultura del tempo… usa la realtà (poiché il tempo è la realtà), usa le realtà del tempo che scorre”. E d’altra parte, il pensiero di Tarkovskij è aperto alla ricerca della profondità delle cose, al senso nascosto della realtà, e nell’artista, appunto, “si manifesta l’istinto spirituale dell’umanità, e nella sua opera l’aspirazione dell’uomo verso l’eterno, il trascendente, il divino, sovente a dispetto della natura peccaminosa del poeta stesso”.