Il Centro Culturale e la Galleria San Fedele


“Il Centro Culturale San Fedele è sorto come un libero ritrovo intellettuale che si propone di esaminare e di favorire con varie manifestazioni di carattere culturale e artistico le correnti vive del pensiero contemporaneo ricercando particolarmente di porre in luce il loro contenuto spirituale. Uno sforzo che si aggiunge ad altri nobilissimi che ci hanno preceduto e ai quali ci accompagniamo in un tentativo di stabilire un dialogo fecondo tra fede e arte, tra fede e pensiero. Vogliamo riallacciare, dopo lungo periodo di frattura, l’arte e la cultura alla Chiesa, riaprire il dialogo con la fede […] Atto di presenza quindi nei fatti nuovi della vita anche se questo potrà comportare i rischi di ogni avanguardia. Per noi il cristianesimo è sempre un fatto di avanguardia, un messaggio inquietante destinato a disturbare le comode sistemazioni, a rompere costantemente equilibri troppo stabili, le situazioni stagnanti. Vogliamo che il nostro lavoro sia prima di tutto la proposta a noi stessi di una presa di coscienza della situazione spirituale del mondo in cui viviamo ed insieme un “atto di fiducia” verso coloro che saranno invitati a questo dialogo…”.



P.Arcangelo Favaro, gesuita, direttore del Centro Culturale dal suo inizio (primi anni ’50) al 1967, scriveva queste parole – quasi un documento programmatico – nell’introduzione alla brochure che presentava in sintesi l’attività del CCSF nei primi anni della sua attività ufficiale (1954-1959).

In linea con i principi che animarono i suoi inizi, il CCSF prosegue il dialogo con il mondo della cultura e dell’arte, un dialogo che privilegia i “territori di frontiera” all’interno dell’esperienza comune a credenti e a non credenti.

Trovando ispirazione nella parola del Vangelo, il CCSF desidera essere uno spazio aperto, un laboratorio in cui il dialogo avviene non solo a livello di idee ma di condivisione della vita.

 

La Galleria San Fedele nasce nell'immediato dopoguerra (1949) per opera di P. Arcangelo Favaro. La sede attuale della Galleria risale al 1968, quando è inaugurata con una mostra di arte americana, con opere di Marc Rothko, di Franz Kline e di Robert Rauschenberg.
Sin dagli anni Cinquanta la Galleria è conosciuta, oltre che per avere ospitato artisti di livello internazionale, da Lucio Fontana a Marc Chagall, da Robert Ryman a Henri Matisse e a Mario Sironi, per il Premio San Fedele riservato ai giovani artisti al quale partecipano alcuni autori che diventeranno tra i più rappresentativi dell'arte italiana contemporanea, come Claudio Parmiggiani, Michelangelo Pistoletto, Franco Vimercati, Enrico della Torre.
La Galleria nasce dunque come luogo di formazione dei giovani. Con questo spirito, il Premio San Fedele è stato ripristinato nel 2004 dall'attuale direttore, p. Andrea Dall'Asta, dopo la sua soppressione avvenuta nel 1968.
Accanto alla formazione dei giovani, la Galleria San Fedele si segnala per iniziative caratterizzate dall'impegno per la promozione della giustizia, grazie a una riflessione su tematiche fondamentali della vita politica e sociale del nostro tempo, e per mostre centrate sul rapporto arte/fede/cultura il cui interrogativo fondamentale ruota attorno all'interpretazione del significato della Bellezza nell'arte "sacra" contemporanea.