Biglietto:6 € / 8 € / 12 €

MURCOF & PETIT / Premio San Fedele

INNER_SPACES #5 2017-2018
Auditorium lunedì 15 gennaio 2018 ore 21.00
PREMIO SAN FEDELE (I)
Alessandro Laraspata 
Andrea Giomi & Shari Delorian
e-cor ensemble

MURCOF & PHILIPPE PETIT  (ME - F)

(Prevendita CLICCA QUI per informazioni 02 86352231)

Con il contributo di Fondazione Cariplo
 
Regia acusmatica Giovanni Cospito
Regia tecnica: Filippo Berbenni


PROGETTO BRUCKNER 2

SINTESI
Seconda puntata del progetto Bruckner, con le commissioni ai vincitori del Premio San Fedele.
Tre brani realizzati avvalendosi di diversi modi di far rivivere i processi compositivi e le sonorità luminose di Bruckner.
Alessandro Laraspata, con 2Bruck, sfrutta il carattere sinfonico del mezzo elettronico.
In Seven degrees of light, Andrea Giomi & Shari Delorian provano a evocare le tensioni che si agitano all’interno dei paesaggi sonori bruckneriani.
L’e-cor ensemble, con Mehr Licht!, si sofferma sul tema spirituale della luce e della sua contrapposizione con l’oscurità, un brano pensato per un ascolto immersivo. 
In seconda parte, l’attesa esibizione del duo Murcof et Philippe Petit, un invito a un viaggio musicale alle frontiere del fantastico, itinerario sonoro che associa l’elettronica del messicano Fernando Corona e il talento polistrumentista di Philippe Petit.
 

APPROFONDIMENTI
Due concerti della stagione, il 20 novembre 2016 e il 15 gennaio 2018, in omaggio a Anton Bruckner, la cui musica è stata il punto di riferimento del Premio San Fedele per giovani compositori di quest’anno. In effetti, l’opera sinfonica del musicista austriaco può essere una ricca fonte di spunti per la musica elettronica di oggi, in quanto nei processi compositivi di Bruckner dominano i lenti sviluppi armonici, l’enfasi sulle dinamiche, sul crescendo e sulla ripetizione e l’amplificazione sonora delle sequenze, e infine per i contenuti religiosi di quest’opera che trascende l’aspetto musicale.
Il primo omaggio a Bruckner, il 20 novembre 2017, vedrà come protagonista un musicista tra i più originali del panorama attuale della musica colta, l’austriaco Wolfgang Mitterer.

Il secondo omaggio a Bruckner, il 15 gennaio 2018, è una commissione di San Fedele Musica ai vincitori (Alessandro Laraspata, e-cor ensemble) e al secondo classificato (Andrea Giomi / Shari Delorian) del Premio San Fedele 2017 per giovani compositori. Tre brani realizzati avvalendosi di diversi modi di far rivivere i processi compositivi e la luminosità musicale di Anton Bruckner.
Alessandro Laraspata, con 2Bruck, sfrutta soprattutto il carattere sinfonico del mezzo elettronico nonché le infinite potenzialità tecniche di elaborazione. I frammenti presi da alcune sinfonie di Bruckner vengono ricomposti in vari modi: dalla totale riconoscibilità fino alla completa trasfigurazione. Questi materiali saranno poi integrati da altri materiali sintetici ottenuti con varie tecniche. Inoltre, viene rivolta particolare attenzione alla spazializzazione del suono per realizzare quel fondamentale gioco contrappuntistico delle parti assolutamente necessario per Bruckner nell’esprimere il tema della luce come percorso di anamnesi e reminiscenza del passato (spazio quindi inteso come molteplicità di livelli tra conscio e inconscio) per una possibile predizione del futuro.  
In questo gioco temporale, la luce del presente assume forme sonore attraverso un gioco di  proiezioni soniche analoghe a proiezioni luminose, come le “riflessioni” o “rifrazioni” tra cocci di vetro o tra specchi deformanti.
Andrea Giomi / Shari Delorian si relazionano con l’opera del compositore austriaco in maniera elusiva, provando ad evocare quelle tensioni che si agitano all’interno dei paesaggi sonori bruckneriani. L’intenzione è di tendere le orecchie in profondità, cercando di far emergere gli aspetti più immensi della musica di Bruckner. Si è data enfasi in particolare a due elementi immaginando una possibile reinterpretazione in chiave contemporanea della sua musica. Innanzitutto la forte tensione spirituale che pervade l’opera del compositore: al di là del repertorio specificatamente sacro, l’intera scrittura bruckneriana emana un senso di elevazione, una luminosità abbagliante che è metafora del divino. In secondo luogo, il lavoro di Bruckner sulle durate, un costante dilatare le maglie della temporalità finalizzato a far risaltare il suono nella sua ricchezza timbrica, nel suo risuonare interno. Si è immaginata una dinamica di ascesi a partire dalle macerie, da una perdita (vedi il caso dell’adagio della settima sinfonia dedicata alla morte di Wagner), verso una nuova spiritualizzazione dell’umano come risposta alla crisi dell’orizzonte di senso contemporaneo (fine delle ideologie, crisi dei sistemi etico-politici, diffusione massiva dei sistemi di conflitto e di controllo). La metafora dell’ascesi, integrata all’interno del processo compositivo, è servita a ricercare un graduale procedere del suono verso la luminosità. Traendo spunto anche dalla tradizione della musica spettrale, è stato curato l’aspetto della trasformazione timbrica e gradualità dei processi evolutivi. La radicalizzazione dei processi di dilatazione temporale delle masse sonore è una delle componenti chiave di questo lavoro con l’intendo di avvicinarsi a una temporalità sospesa, epica e remota ad un tempo. Infine, la musica di Bruckner nasce nel contesto delle cattedrali caratterizzate da riverberazioni profonde. Per questo motivo si è scelto di lavorare principalmente su riverberi a circonvoluzione, capaci di evocare la complessità timbrica delle architetture sacre così come gli spazi siderali dell’immaginazione.
L’e-cor ensemble propone un’opera dal titolo Rivelazione. La luce è il tema della composizione. Luce intesa come senso spirituale di rivelazione o di scoperta ma anche come fonte fisica e metafisica di illuminazione, di una verità nascosta nell’ombra.
Nel brano, lo sviluppo del tema spirituale della luce e della sua contrapposizione con l’oscurità è stato pensato per un ascolto totalmente immersivo, non solo da parte dell’organo predisposto all’ascolto, ma anche degli occhi. 
Il materiale sonoro è stato scelto elaborando alcune parti delle composizioni di Anton Bruckner, per il forte impatto spirituale che pervade la sua scrittura. Partendo dai materiali di derivazione bruckneriana, sono stati creati nuovi oggetti sonori, disposti secondo un legame timbrico, ritmico e frequenziale, che dialogano con tutta l’architettura compositiva, generando densità e respiro all’interno della struttura; l’organizzazione verticale satura lo spettro acustico preparando lo sviluppo orizzontale.
I contrasti espressivi improvvisi dal fortissimo al pianissimo intendono ricalcare il forte contrasto fra la luce e l’ombra.