Prendendo le distanze dall’ellenizzazione del Dio
ebraico-cristiano, il saggio mostra che l’onnipotenza di Dio è nel
rinunciare all’onnipotenza della forza per affermare quella della benevolenza
che istituisce l’uomo come altro da sé e suo partner al quale è affidata, nella
libertà, la con-creazione del mondo. Pensiero sconosciuto all’Occidente e
pensato narrativamente solo dalla Bibbia, il Dio delle scritture
ebraico-cristiane annuncia un umanesimo dalla responsabilità assoluta e
incedibile, dai tratti costituitivi della gratuità, della giustizia, della
misericordia e del perdono.