Il naufragio sulle coste lampedusane - il 3 ottobre 2013 - del barcone stracarico di migranti e la
macabra fila di 366 corpi sul molo dell’isola hanno prepotentemente portato nelle case di tutti i
drammi, troppo spesso negli anni colpevolmente ignorati, delle migrazioni forzate e dei “viaggi
della speranza”.
Dopo quella tragedia il coro di voci che quasi unanimemente si è levato è stato “mai più”, coro di
voci che il Governo italiano ha raccolto varando la missione Mare Nostrum, operazione umanitaria
di salvataggio e soccorso in mare che ha tratto in salvo nel 2014 più di 150.000 persone.
A distanza di un anno, è cambiato il clima politico. La commozione per le vittime delle traversate
si è dissolta, le parole di papa Francesco (“No alla globalizzazione dell’indifferenza”) sono state
archiviate, mentre le polemiche sui costi dell’operazione hanno preso vigore e le manifestazioni
ostili hanno riempito le piazze. Così a partire dal 1 novembre scorso a Mare Nostrum si sostituisce
Triton, più modesta missione europea, finalizzata non primariamente al soccorso in mare dei
migranti, ma all’obiettivo della “lotta al traffico di esseri umani”: l’etichetta con cui sempre più
spesso si criminalizzano questi viaggi della speranza.
Introduce e modera padre Giuseppe Trotta (Fondazione Culturale San Fedele)
Troppa accoglienza? I veri dati sui rifugiati
Maurizio Ambrosini (Università degli Studi di Milano)
Da Mare Nostrum a Triton. Come cambia il soccorso e la protezione in mare dei richiedenti asilo?
Carlotta Sami (portavoce UNHCR per il Sud Europa)
Luci e ombre della legislazione italiana sull’asilo
Livio Neri (Associazione Avvocati per niente)
Conclude Don Roberto Davanzo (direttore Caritas Ambrosiana)