Intervengono:
Beatrice Balsamo, psicoanalista, docente CIMES-DAMS Cinema presso l'Università di Bologna
Silvano Petrosino, professore di Semiotica presso l’Università Cattolica di Milano
Giorgio Simonelli, professore presso l’Università Cattolica di Milano è presidente del Master in Cinema e docente di "Mezzi di Comunicazione di massa”.
Beatrice Balsamo, psicanalista e docente di “Psicanalisi e
Cinema”, nel volume "Hitchcock. Il Volto e la Cosa" tratta l'arte di
Hitchcock delineando tre estetiche:
una estetica come “Volto-contenitore”, la bellezza formale
del suo cinema, consente di farci riconoscere i contenuti più perturbanti (a
partire da The Lodger, Murder, I trentanove scalini, Rebecca, Vertigo,
Notorius);
una estetica che produce l’incontro con l’
“irrappresentabile”, lo fa emergere come quel qualcosa che buca la cornice
puramente rappresentativa, come “macchia” nella visione (Psyco, Gli uccelli,
Frenzy);
una estetica di puro rinvio, come pura illusione, pura
rappresentazione, pura “interpretazione” (Downhill, Murder, Blackmail, I
trentanove scalini, The lady vanishes, La congiura degli innocenti, Family
plot).
Così, nel diegetico, i volti occupano posizioni differenti
nella narrazione. Nell'intreccio dei suoi film, la donna occupa, spesso, il
posto della "onnipotenza amorosa", che tutto spera e sopporta, che, a
poco a poco, si capovolge nella saturante figura della "strega"
materna mortifera, distruttiva. Ma vi è spazio, pure, per un soggetto femminile
che assume maggiore personalizzazione e ci consegna un rinvio: bellezze di vita
vissuta intrise di quotidianità, soprattutto, nell'ultimo Hitchcock (Lifeboat,
Frenzy, Family plot). Ma tutto il suo cinema ci insegna che solo se l'immagine
riesce a contenere una allusione, un rinvio, resta "inesauribile"
(non consumabile), sempre capace di esprimere più di quel che mostra, porta
l'occhio all'invisibile, a un quid che non si può mostrare, ma solo richiamare.
Ciò, conducendo il visibile alla frontiera dell'invisibile, facendolo irrompere
con la forza della sorpresa in quel che c'è da vedere.