Con il tocco delle tue dita. La mano che crea, la mano che cura
Primo ciclo - Febbraio 2026
SALA RICCI, ore 18.00
1. Martedì 3 febbraio 2026
«Tutte queste cose le ha fatte la mia mano» (Isaia 66, 2)
La creazione nei mosaici di Monreale
Intervento biblico di Eleonora Natoli
Commento artistico di Alessandro Zaccuri
2. Martedì 24 febbraio 2026
«Dio formò l’uomo dalla polvere della terra» (Genesi 2, 7)
La creazione di Adamo, Cappella Sistina
Intervento biblico di Giampiero Comolli
Commento artistico di Andrea Dall’Asta SJ
Secondo ciclo - Maggio 2026
Libreria Claudiana, ore 18.00
1. Martedì 5 maggio 2026
Egli le toccò la mano e la febbre la lasciò» (Matteo 8, 15)
Immagini di guarigione nell’iconografia paleocristiana
Intervento biblico di
Cristina Arcidiacono
Commento artistico di
Luca Frigerio
2. Martedì 12 maggio 2026
«Porgi qua il dito e vedi le mie mani»
(Giovanni 20, 27)
Caravaggio: “L’incredulità di San Tommaso”
Intervento biblico di Sergio Manna
Commento artistico di Elena Pontiggia
Con il tocco delle tue dita. La mano che crea, la mano che cura
Potere e dolcezza delle mani. Gesù, andando per la Galilea ad
annunciare il Regno, a guarire malati e moribondi, curava non solo
attraverso la parola, ma anche con la carezza, il tatto, prendendo
per mano la persona sofferente. Come mai una simile propensione
a toccare gli altri, o a lasciarsi toccare? Certo, possiamo supporre
che Gesù, in quanto salvatore e pure terapeuta, fosse dotato di
una forza benefica, di un’energia positiva che passava per le mani.
Ma c’è dell’altro. Se apriamo infatti il Primo Testamento, troviamo
anche qui il Signore che crea non solo con la Parola, ma anche
modellando il mondo con le mani: «Quand’io considero i cieli, opera
delle tue dita…» (Salmo 8, 3). E questo Signore che con le mani crea,
è anche simile a una madre pronta a sorreggere le sue creature per
le braccia (come racconta il profeta Osea nello splendido capitolo 11
del suo libro). E allora di nuovo chiediamoci: perché al Padre, perché
al Figlio non basta la loro parola creatrice e curatrice ma devono
ricorrere pure al delicato o energico movimento delle mani? Priva in
sé di parola, la mano comunica in silenzio, attraverso il gesto. E noi,
come creature, abbiamo assoluto bisogno di un linguaggio non solo
verbale, ma anche preverbale, antecedente la parola. Ne abbiamo
bisogno perché tutti noi siamo nati infanti, vale a dire incapaci di
usare parole articolate. Tutti noi abbiamo oscura memoria di un
tempo in cui comunicavamo solo con “gridolini”, con gesti dati e
ricevuti dalle mani di una madre, di un adulto che ci toccavano, ci
sorreggevano. Il linguaggio verbale non riesce ad arrivare fino a
quel mondo caldo e muto dove ci si relaziona con la carezza. Per
questo il Signore non solo ci parla, ma sa anche sfiorarci con il tocco
amabile delle sue dita. Per questo la sua Parola non è fatta solo di
parole, ma si dà anche come un soffio leggero dove in silenzio la
mano di Dio ci dà vita, ci viene a sostenere.
In questi nuovi incontri ecumenici che la Fondazione Culturale San
Fedele e il Centro Culturale Protestante propongono per il 2026,
ci soffermeremo via via su alcuni passi biblici che mostrano il ruolo
creativo e terapeutico della mano divina. E vedremo come alcune
opere di arte sacra abbiano mirabilmente illustrato il modo con cui le
“dita di Dio” si accompagnano alla sua Parola e la sostengono.
Martedì 3 e 24 febbraio 2026
Sala Ricci, ore 18.00
piazza San Fedele 4, 20121 Milano
www.sanfedele.net
Fondazione Culturale San Fedele: 02 86352231
Martedì 5 e 12 maggio 2026
Libreria Claudiana, ore 18.00
Via F. Sforza 12/a, 20122 Milano
www.centroculturaleprotestante.info
Centro Culturale Protestante: 02 76021518