CONCERTO DI NATALE 2021

A voce sola
Chiesa di San Fedele Domenica 19 dicembre 2021 ore 17.00

Ingresso libero

 

Chiara Pederzani, soprano

Mario Valsecchi, organo

 

A voce sola

 

PROGRAMMA

MICHEL ANGELO GRANCINI (1605ca – 1669)
- Ricercar sopra UT, RE, MI, FA, SOL, LA
Organo

 

- Ave, santissima Maria

 

CLAUDIO MONTEVERDI (1567 – 1643)
Jubilet

 

GIACOMO FILIPPO BIUMI (1580 – 1653)
Canzone prima a 4
Organo

 

MAURIZIO CAZZATI (1620 – 1677)
Che fo’, che tardo?
Per il giorno di Natale
(Recitativo-Arioso), Aria, Recitativo, Aria

 

BONIFAZIO GRAZIANI (1605 – 1664)
Venite, pastores

 

ANONIMO PISTOIESE (Sec XVIII)
Fuga

 

PIETRO TERZIANI (1763 – 1831)
Salve, Regina
Largo, Allegro, Recitativo, Allegretto, Largo a piacere/Allegro,Recitativo/Allegro

 

GAETANO PIAZZA (Sec. XVIII)
Sonata in Re
(Allegro)
Organo

 

GIAN FRANCESCO DE MAJO (1732 – 1770)
Sicut cerva, quæ per valles
(Aria) Allegro, Recitativo, (Aria) Andantino cantabile, Recitativo, Spiritoso

 

NOTA DI PROGRAMMA

“A voce sola”
 “.… Ma se alcuno mi dicesse che à suonar l’opere antiche piene di fughe e contrapunti non è bastevole il basso (basso continuo), a ciò rispondo non esser in uso più simil cantilene, per la confusione e zuppa di parole che dalle fughe lunghe ed intrecciate nascono; ed anco perché non hanno vaghezza: poiché cantandosi à tutte le voci, non si sente ne periodo ne senso: essendo per le fughe interrotto e sopraposto; anzi nel medesimo tempo ogni voce canta parole differenti dall’altro: il che à gl’huomini intendenti e giudiciosi dispiace ….”. “Onde se bene per regola di contraponto sono buone tali compositioni, nondimeno per regola di vera e buona musica sono vitiose; il che nacque per non intender il fine et ufficio, e buoni precetti di essa: volendo questi tali star solo nell’osservanza della fuga, ed imitazione delle note, e non dell’affetto e somiglianza delle parole: anzi molti facevano prima la musica, e poi ci appiccicavano le parole….”
In questi termini, molto espliciti, si “scaglia” Agostino Agazzari nel suo trattatello DEL SONARE SO-PRA’L BASSO CON TUTTI LI STROMENTI, IN SIENA, ANNO 1607.
Si tratta, sostanzialmente ed esplicitamente, del “Requiem” recitato alla polifonia rinascimentale, in-capace, questa è la sua ferma convinzione, di esprimere e rappresentare gli “affetti” manifestati dalle parole di un testo, sia esso sacro o profano.
Questa è la parte “distruttiva”. Quella “costruttiva” consiste nell’esaltazione di una nuova maniera – presso Monteverdi denominata Seconda Prattica – che vede nella melodia solistica la possibilità di e-sprimere efficacemente gli affetti.
“A Voce Sola” è la destinazione delle composizioni, appunto solistiche, che vengono pubblicate in quantità sempre più considerevole nella prima metà del Seicento.
Ad accompagnare il canto è “bastevole il basso”: una linea di basso, riempita estemporaneamente se-guendo indicazioni numeriche significative di intervalli armonici sovrapposti. Agazzari precisa quali strumenti sono deputati a eseguire questo basso armonizzato: gli strumenti “polifonici” a tastiera e a pizzico.

Il programma musicale presenta diversi brani poco eseguiti in concerto, in particolare alcuni esempi significativi della pratica seicentesca "a voce sola", sopra alcuni testi dedicati al Natale e altri di diverso contenuto. La successione dei brani mostra l’evoluzione del linguaggio di questo genere dal Seicento al Settecento, sempre più radicato nei cardini della tonalità. Inoltre, evidenzia come la partecipazione organistica si evolva dal semplice accompagnamento a modalità di esplicita concertazione. Il Salve, Regina di Pietro Terziani e il Sicut cerva di Gian Francesco De Majo lo dimostrano. In questi brani la partecipazione dell’organo non è più quella di semplice accompagnamento ritmico-armonico: qui lo strumento introduce i temi, dialoga con evidenze melodiche proprie, affidate per lo più alla mano destra, mentre alla sinistra compete la scansione ritmica secondo formule e modalità orchestrali.
Riguardo all’aspetto formale delle composizioni, i testi sono suddivisi in sezioni costruite su precisi motivi melodici enunciati dall’organo e caratterizzati da diverse velocità suggerite dal senso del testo.
Lo stile teatrale, nelle composizioni settecentesche italiane “a voce sola", trova ampia applicazione anche nel repertorio “sacro” in lingua latina.
(MV)