Auditorium San Fedele
Lunedì 11 Ottobre 2021
ore 21:00 Concerto
BIGLIETTI
SHACKLETON
Live set
Andrew Quinn / Christian Fennesz
Glares of infinity
PRESENTAZIONE
Concerto straordinario con un live dell’artista SHACKLETON per iniziare la nuova rassegna IN SPRING di INNER_SPACES. Figura misteriosa e poco incline alle apparizioni in pubblico, il musicista britannico, residente a Berlino, si cimenterà nell’impresa di proiettare il suo originalissimo universo sonoro nello spazio acustico dell’Auditorium San Fedele munito del sistema audio Acusmonium Sator. Noto agli inizi degli anni 2000 per la sua produzione nella galassia Dubstep, Shackleton ha tracciato successivamente un suo percorso personale mediante l’uso di complessi strati percussivi con modelli ritmici provenienti dall'Africa, dal Medio Oriente, dall'India, dai Caraibi e dal sud-est asiatico. Negli ultimi dieci anni, ha continuato a disegnare con grande personalità il suo mondo sonoro unico, a cavallo tra la sfera elettronica e quella sperimentale. La trama del suo live set a San Fedele riprenderà spunti e frammenti dal suo ultimo LP, Departing Like Rivers, ma a mo’ di filigrana, la performance verrà infatti impostata durante la giornata di prove con l’acusmonium che precederà il concerto del 14 marzo. Nel disco prevale, come lo indica l’autore, un’atmosfera delle prime ore mattutine dopo una notte di festa. È un ascolto coinvolgente, sfumato dalle percussioni tipiche di Shackleton e da brani vocali ricorrenti che evocano lo spirito del folk tradizionale inglese. Nonostante la natura alquanto sommessa del disco, Shackleton lo considera come un'estensione del suo "suono principale" e conclude: "Con la mia musica, sto cercando di raggiungere il livello dell’inconscio, qualcosa che tocca un po' più in profondità del qui e adesso".
La serata sarà introdotta dalla diffusione acusmatica di un’opera audiovisiva in quattro parti, Glares of infinity, commissionata da San Fedele Musica al musicista austriaco Christian Fennesz con la partecipazione del videoartista Andrew Quinn. Al centro del progetto vi è stata la richiesta all’artista viennese di ricercare nei suoi archivi musicali quattro frammenti inediti, una sorta di antecedente, di materiale grezzo precompositivo, di tavolozza sonora, ma al tempo stesso quattro tracce rappresentative delle grandi tematiche espressive che caratterizzano il suo linguaggio: i cluster ambient saturanti, le fasce sonore alternate armoniche e inarmoniche, i suoni pedali, il continuum e l’ostinato ritmico, i brevi accenni solistici di chitarra elettrica evocanti un mondo nostalgico e infine la luminosità risplendente dell’ambient sinfonico, in relazione appunto con il titolo della suite: Bagliori di infinito, in riferimento alla Gerusalemme celeste del libro dell’Apocalisse.
BIOGRAFIE
SHACKLETON
Sam Shackleton è nato nel Lancashire, in Inghilterra. Ha partecipato a vari progetti musicali nel corso degli anni, suonando da adolescente in gruppi punk e in seguito esibendosi come parte di un duo dancehall con Earl Fontainelle (aka Vengeance Tenfold). Ha iniziato a produrre musica su computer nel 2003, in un momento in cui si stava familiarizzando con il grime e il dubstep grazie agli incontri con Laurie Osborne (alias Appleblim).
Nel 2005 fonda l'etichetta discografica Skull Disco con Appleblim, per conto della quale usciranno dieci vinili nella movenza dubstep. Tuttavia i due cofondatori si sono rapidamente discostati dal solco del dubstep in voga in quel tempo, con sonorità dei bassi sempre più aggressive e oscillanti, cercando qualcosa di più profondo, più strano e più sperimentale. Inoltre, brani come "Blood on My Hands" di Shackleton - che è stato notoriamente remixato nel 2007 dal pioniere della techno minimal Ricardo Villalobos - hanno spinto le cose più in là, gettando inavvertitamente le basi degli innumerevoli ibridi dubstep-techno sorti alla fine degli anni 2000 e nei primi anni del 2010. L’etichetta Skull Disco chiuse nel 2008, ma in quel momento Shackleton stava già tracciando il proprio percorso personale mediante l’uso di complessi strati percussivi con modelli ritmici provenienti dall'Africa, dal Medio Oriente, dall'India, dai Caraibi e dal sud-est asiatico.
Nello stesso anno Shackleton si trasferisce a Berlino dove pubblica l'album Three EPs da Perlon, un'etichetta nota nell’ambito della techno minimale. La sua opera successiva, Music For The Quiet Hour / The Drawbar Organ EPs, del 2012, è stato un lavoro monumentale di 137 minuti in cui ha spinto le sue strutture di ritmi complessi e le sue esplorazioni dubby molto più in là che in precedenza. Negli ultimi dieci anni, ha continuato a disegnare con grande personalità il suo mondo sonoro unico, a cavallo tra la sfera elettronica e quella sperimentale producendo una serie di LP collaborativi, con don Pinch, Ernesto Tomasini, Vengeance Tenfold, Anika e Waclaw Zimpel.
CHRISTIAN FENNESZ
Chitarrista austriaco, compositore e musicista, Christian Fennesz è riconosciuto come una figura chiave e una delle voci più originali della musica elettronica di oggi: la sua vasta fama internazionale è dovuta in buona parte al suo sostanziale contributo alle nuove espressioni musicali.
Dopo una formazione in chitarra e in etno-musicologia, Fennesz ha cercato la propria via musicale. Ha iniziato la sua carriera con il gruppo Maische, una delle band più interessanti della scena underground di Vienna nei tardi anni Ottanta.
All’inizio del decennio successivo si trova nel bel mezzo della frizzante scena techno viennese. La chitarra è rimasta nel tempo la sua fonte musicale principale trasformandone però l'uso convenzionale mediante l’applicazione del computer portatile. Attraverso l’accoppiamento di questi diversi strumenti tecnici e musicali, come pure mediante lo sviluppo di un proprio stile nella trasformazione e lavorazione delle fonti sonore, Christian Fennesz è riuscito a creare una specifica espressione e un mondo sonoro personali e inconfondibili.
Nel primo album solista “Hotel paralel.lel” (1997), edito da eMego, Fennesz aveva introdotto una mescolanza di analogico e digitale, di fasce sonore grezze e sonorità distorte di chitarra. L'album era stato premiato con il Prix Ars Electronica. Ma la pietra miliare della sua carriera sarà il terzo album “Endless Summer” (2001, Editions Mego), riconosciuto come una delle più importanti realizzazioni del decennio, che ha contribuito a mutare la percezione della musica elettronica di oggi. In un momento storico in cui i compositori di musica improvvisata e sperimentale tendevano quasi a occultare le componenti musicali di base, Fennesz ha dato uno spazio significativo alla melodia nei suoi brani. Emergendo inaspettatamente, essa svetta delicatamente all’interno di un sound elettronico scintillante, spesso in veste sinfonica.
Negli ultimi dieci anni, Fennesz ha collaborato con molti musicisti, nonché con autori del mondo della videoarte e del cinema, sia per la realizzazione di numerosi spettacoli sia per la registrazione in studio.
Da ricordare le collaborazioni con Ryuichi Sakamoto, David Sylvian, Keith Rowe, Mark Linkous (Sparklehorse), Mike Patton e molti altri. Fennesz ha lavorato anche con Peter Rehberg e Jim O'Rourke nel trio di improvvisazione Fenn O'Berg.
ANDREW QUINN
Andrew Quinn è un artista australiano di grafica digitale e musicista residente a Milano. Ha curato gli effetti digitali di film quali “The Matrix” e “Tomb Raider”, “Nirvana” e “Vajont”. Negli ultimi anni si dedica a video-installazioni per ambienti multischermo e immersivi e alla grafica digitale interattiva per produzioni di spettacoli di danza e musica contemporanea.
Nel 2011 ha realizzato i sound reactive visuals per la serie Koinè dei Pomeriggi Musicali, al Teatro dal Verme di Milano, e nel 2012 per La Biennale Musica a Venezia. Nel 2011 ha fatto la scenografia virtuale in 3d stereo per una produzione de “il Castello di Barbablù” di Bartók per l'Opera di Budapest. Nel 2013-2014 ha fornito la sua consulenza artistica per il concorso per giovani musicisti e videoartisti presso il Centro Culturale San Fedele a Milano. Nel 2013 ha curato gli interactive visuals per uno spettacolo di ballo al Melzo International Film Festival. Nel 2014 ha creato live visuals per una performance con l’Orchestra Tito Schipa di Lecce (“Children’s Corner” di Debussy e “Pictures at an Exhibition” di Mussorgsky), poi per uno spettacolo di musica contemporanea al Mereyhold a Mosca. Nell’agosto 2014, utilizzando proiezioni e LED, ha creato la scenografia virtuale per “L’Orfeo” di Monteverdi a Canberra, Australia. Ha dato lezioni alla NABA di Milano, all’Istituto Quasar di Design a Roma, allo IUAV di Venezia, all’Australian Film School di Sydney e alla UCLA.
INNER_SPACES è la prestigiosa stagione milanese di musica elettronica sperimentale e arti audiovisive, divenuta in pochi anni un riferimento nello scenario internazionale per alcune caratteristiche che la contraddistinguono: la sintesi tra musica elettronica colta e accademica e la produzione sperimentale di artisti contemporanei, la scelta accurata dei musicisti tra i più significativi del momento, la proposta originale che presenta il concerto al pubblico come un itinerario di ascolto, un percorso esperienziale.