Messa di G. Puccini

Sacro in Musica
Chiesa di San Fedele Domenica 26 maggio 2024 ore 16.30
Chiesa di San Fedele 
Domenica 26 maggio 2024 ore 16.30 Ingresso libero
 

Nel centenario della morte di Giacomo Puccini

I Civici Cori e Orchestra della Civica Scuola di Musica C. Abbado
direttore: Mario Valsecchi

 

PROGRAMMA

Johann Christian Bach (1735 - 1782).

Sinfonia in Re Op. 18 n. 4

Giacomo Puccini (1858-1924)
Messa a quattro voci (1880)

Il giorno 12 luglio 1880, festa di San Paolino, patrono di Lucca, durante la solenne celebrazione in onore del Santo, viene eseguita la Messa a 4 voci con orchestra del giovane Giacomo Puccini. Ha solo 22 anni ma, con questa considerevole composizione Puccini dimostra di avere già maturato idee chiare riguardo al rapporto testo-musica e all’arte dell’orchestrazione.
La Messa costituisce, anche, la composizione conclusiva - di diploma - del ciclo scolastico svolto presso l’Istituto musicale G. Pacini di Lucca.
Le cinque parti dell’Ordinario, Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei - il Credo, in realtà, composto due anni prima e già eseguito pubblicamente - formano l’insieme della Messa, come è normale, essendo però tra loro indipendenti, dal punto di vista tematico. Li accomuna lo stile, caratterizzato dalla chiara intenzione di valorizzare la parola, amplificando il sentimento che rappresenta, attraverso la musica. Non si tratta di far coincidere il ritmo verbale con quello musicale - sotto questo aspetto la musica “vince”, rispetto alla parola - ma di far sì che la musica serva a “suscitare” efficacemente i sentimenti - penitenziale, laudativo, dottrinale, adorante - contemplati dal testo. In quest’ottica, Puccini, nonostante la giovane età, dimostra di non voler relegare la composizione “sacra” nella consuetudine dello stile antico “da chiesa”, pur avvalendosene qua e là (vedi la complessa Fuga conclusiva del Gloria) bensì di evidenziare l’aspetto rappresentativo - teatrale, quindi moderno - che troverà, poi, nel teatro musicale la sua vocazione e la sua più grande manifestazione. Con questa precisa intenzione non seguirà la dimensione professionale di maestro di cappella e organista che è stata una tradizione consolidata per i suoi antenati e alla quale sembrava, in un primo momento, naturalmente destinato.
Giacomo continuerà i suoi studi a Milano presso il Conservatorio G. Verdi sotto la guida di Antonio Bazzini e Amilcare Ponchielli nell’ottica di formarsi per diventare un compositore d’Opera, avendo come riferimento il linguaggio musicale di Richard Wagner che fu, per lui una vera folgorazione.
La Messa rimarrà un “buon ricordo” per l’Autore anche più tardi, tant’è che ne userà alcune parti in Opere liriche successivamente composte. Il Kyrie apparirà nell’Edgar (composto fra l’85 e l’89) come brano organistico; l’Agnus Dei nel secondo atto della Manon Lescaut (composta negli anni ’89 e ’92) denominato “madrigale”.
La seconda esecuzione della Messa avvenne solo 72 anni dalla prima, nel 1952, a Chicago. Ne ebbe il merito un sacerdote italo-americano, Dante Del Fiorentino, che conobbe Puccini quando esercitò come cappellano a Torre del Lago.
Oggi, spesso, la composizione viene presentata come Messa di Gloria, probabilmente a voler sot-tolineare la notevole dimensione, in lunghezza, proprio del Gloria e nell’ampiezza dell’orchestra sinfonica. La denominazione autografa si limita a Messa a 4 voci con orchestra.
Due soli, Tenore e Baritono/Basso, e il Coro a quattro voci completano l’organico.

La Messa a quattro voci con orchestra, è il primo lavoro di ampio respiro di Puccini, composto come prova per il diploma all’Istituto Musicale «Pacini» di Lucca. Lì venne eseguita per la prima volta il 12 luglio 1880. Il Credo era già stato composto ed eseguito nel 1878, concepito dall’autore ventenne come brano autonomo. Puccini non pubblicò mai il manoscritto completo della Messa e, sebbene fosse stata ben accolta, non fu più eseguita fino al 1952 (prima a Chicago e poi a Napoli). Gli appassionati d’opera riconosceranno facilmente lo stile del Maestro, già consapevole delle scelte operistiche (naturalmente c’è anche qualche influsso verdiano) e ricco di intuizioni coloristiche nell’orchestra. D’altra parte Puccini, come altri compositori prima di lui, riutilizzò alcuni dei temi musicali della Messa in opere come «Manon Lescaut» e «Edgar».

Il nome Messa di Gloria è improprio anche se ormai adottato universalmente e nasce da un equivoco sorto dal ritrovamento di una versione parziale e non autorizzata della partitura da parte di don Dante Del Fiorentino, biografo di Puccini, da cui sorsero controversie legali e filologiche.