PROGRAMMA
- Abendglocken (Campane serali), per pianoforte
- In festo transfigurationis Domini nostri Jesu Christi, per pianoforte
- KYRIE, GLORIA, GRADUALE, per organo
- In domum Domini ibimus, per pianoforte
- Alleluia (Arcadelt–Alleluja), per pianoforte
- POSTLUDIUM, CREDO, OFFERTORIUM, SANCTUS, BENEDICTUS, AGNUS DEI, per organo e armonium
- Recueillement, per pianoforte
- Ave Maria Die Glocken von Rom, per pianoforte
Emanuela Piemonti, pianoforte
Francesco Catena, organo
Un concerto nel giorno di nascita di Franz Liszt (22 ottobre del 1811) con musiche poco note degli ultimi anni della sua produzione. Si alterneranno brani per pianoforte, armonium e organo in una successione strutturata secondo l’ordine della musica per la celebrazione di una Messa: le campane iniziali, l’inno introduttivo, il Kyrie, il Gloria e il Graduale, il Salmo, l’Alleluia, il Postludium, il Credo, l’Offertorium, il Sanctus, l’Agnus Dei, il postcommunio e il canto finale (Ave Maria). I pezzi per organo sono tratti dai sorprendenti Requiem e Missa pro organo. Due brani pianistici sono del 1862, i più ricchi di dettagli e con figurazioni che riecheggiano la produzione lisztiana più virtuosistica; mentre tutti gli altri risalgono al periodo che va dal 1877 al 1884. In essi predomina un orizzonte musicale spoglio ma di sorprendente forza e intensità, come una linea sempre tesa e viva. Lo stile spoglio ed essenziale di questi brani preannuncia diversi aspetti di alcuni movimenti musicali degli ultimi 60 anni, in particolare l’interesse al suono, alla sospensione del tempo, allo spettro armonico, all’iterazione motivica. Al tempo stesso, il programma mette in evidenza l’importanza della fede nella produzione musicale di Liszt, una parte consistente della sua opera è legata alla liturgia e ai grandi misteri della fede cristiana. Scrive Liszt a Joseph d’Ortigue: nel profondo del mio essere mi sento cristiano e la mia anima si inchina con gioia sotto la luce benevola di Cristo nostro Salvatore... non posso separare il legame tra sentimento e pensiero, tra linguaggio del tempo e l’essenza dell’eternità: l’arte nella sua più alta manifestazione. Nel mio itinerario di musicista divento sempre più cristiano e grazie a questo cammino spero di ottenere una migliore coscienza musicale e quindi di adempiere il mio compito di artista sempre meglio.