ore 17 Chiesa di San Fedele, ingresso gratuito
Quartetto
di ottoni Blue Brass
Mark
Railean e Matteo Fagiani, trombe
Ermes
Giussani e Renato Filisetti, tromboni
Francesco
Catena, organo
Musiche di
G. Gabrieli, G. Frescobaldi, Floriano Canali, H. Purcell, Maurice Greene, John
Stanley e 4 brani inediti di autori italiani anonimi del ‘500 e del ‘700
PROGRAMMA
GIOVANNI
GABRIELI (1557-1613) Canzon Septimi toni a 8, da Intonazione per organo
ANONIMO
ITALIANO (sec.XVI) dal Fondo S. Barbara del Conservatorio di Milano
- Toccata
VIII tono
- Sonata
VIII tono (organo solo)
GIROLAMO
FRESCOBALDI (1583-1643) Canzon XXIX, a 8
ANONIMO
ITALIANO (sec XVIII) Manoscritti del Conservatorio di Milano:
- Non tanto
largo
- Allegro
(organo solo)
FLORIANO
CANALI (sec. XVII) Canzon “La Bevilacqua”, a 8
HENRY PURCELL (1658-1695) The Queen’s funeral march
MAURICE
GREENE (1695-1755) Voluntary (organo solo)
HENRY PURCELL Fantasia upon one note
JOHN STANLEY (1713-1786) Voluntary op.VII n°6 (organo
solo)
HENRY
PURCELL da Ode di S.Cecilia 1692
Maestoso e
Canzona
JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750)
- Vater unser im Himmelreich BWV 636 dall’Orgelbuchlein
(organo solo)
- Verschiedene Canones BWV 1087
ANONIMO
SPAGNOLO (sec XVI) Cortege final
SEICENTO ITALIANO E SVILUPPI EUROPEI, NASCITA E CRESCITA
DELLA MUSICA STRUMENTALE
Programma per molti aspetti inedito, frutto delle ricerche
musicologiche di Francesco Catena che presenta diversi brani di autori anonimi
ritrovati nella biblioteca del Conservatorio di Milano. Vengono percorse
quattro aree geografiche europee tra Seicento e Settecento: l’Italia,
l’Inghilterra, la Germania e la Spagna. Il percorso Sud-Nord Nord-Sud mette in
evidenza gli elementi comuni del linguaggio musicale e le particolarità
culturali di ogni area. Inoltre, è curiosa l’associazione timbrica tra la famiglia
degli ottoni e l’organo, frequente nelle chiese italiane rinascimentali e
dell’inizio dell’era barocca. Il suono dei diversi ottoni è compatto, unitario,
di straordinaria fusione, mentre l’organo diffonde un suono che appare incerto
e tremante.
I generi compositivi quali la toccata, la fantasia, il
ricercare e il capriccio testimoniano, alla fine del ‘500, l’emergenza di un
repertorio strumentale che si emancipa dal secolare dominio della polifonia
vocale. Nasce in quell’epoca una scrittura strumentale idiomatica e autonoma. Non
è sempre facile distinguere questi generi in modo chiaro. Ci aiuta Frescobaldi
quando afferma, nel 1615, che le sue Toccate hanno la particolarità di essere ricche
di passaggi diversi e di varietà espressiva, volendo quindi inserire questo
genere nella nuova estetica della seconda
prattica e dell’espressione degli affetti,
riservando invece i generi più imitativi e contrappuntistici (il ricercare e la
canzona) allo stile antico. Nel ‘500 la canzona italiana designa un genere strumentale
che può essere sia la trascrizione o la rielaborazione di una chanson polifonica francese, di un
madrigale italiano, sia un’opera originale. È spesso contrappuntistica e in
imitazione, come i suoi modelli vocali, talvolta armonica. La canzona è
caratterizzata dal succedersi di sequenze diverse, con tempi e ritmi distinti.
È composta per strumento solista o per gruppo da 4 a 8 strumenti sostenuti in
chiesa dall’organo e divisi in cori alternati.
Il titolo voluntary fu inizialmente utilizzato in Inghilterra nel ‘500 per
brani organistici suonati durante la liturgia in stile libero, quasi
improvvisato. Successivamente il voluntary
ha designato una forma un po’ più definita. Nel ‘700 si presenta
nell’articolazione: lento iniziale e fugato, talvolta in quattro movimenti. Nel
programma sono stati scelti due brani dei londinesi Maurice Greene e del suo
allievo cieco John Stanley.
La Fantasia per gruppi strumentali
appare in Inghilterra verso il 1570, durante il regno di Elisabetta I e diventa
per più di un secolo un genere musicale di primo piano. Esempi tardivi di
un’epoca in cui la Fantasia non è più di moda – soppiantata dalla Sonata –, le
fantasie di Purcell uniscono un certo virtuosismo contrappuntistico
all’intensità espressiva. La sua Fantasia
upon one note a 5 voci è tra le più riuscite della sua produzione. La parte
del contralto tiene un Do per tutto il pezzo. Attorno a questo punto fisso,
Purcell intreccia una polifonia elaborata. La densa scrittura imitativa
dell’inizio e dell’ultima parte in tempo vivace è controbilanciata da una
sezione più lenta con accordi a metà e alla fine del pezzo. Spiccano la
dinamica che spinge verso la tonalità minore e le tese dissonanze nelle parti
lente.
Quartetto Blue
Brass
Gruppo di
recente formazione che esordisce a Milano con questo concerto. L’ensemble è una
ideale continuazione dell’esperienza musicale del gruppo di ottoni e organo
“Achille Berruti sorta più di trent’anni fa. L’organista Francesco
Catena ed i trombonisti Renato Filisetti ed Ermes Giussani
erano già nell’ organico del gruppo precedente mentre le due trombe Mark
Railean e Matteo Fagiani subentrano a Luciano Cadoppi ed a Sandro Malatesta. Il
loro repertorio spazia dal XVI al XVIII secolo ed è frutto delle ricerche e
trascrizioni di Francesco Catena:
autori Italiani, la riscoperta del ‘600 lombardo, maestri inglesi
sino ai Canoni di J.S. Bach realizzati per ottoni e organo.
Francesco Catena, organo
Milanese, ha studiato presso il Conservatorio “G.Verdi”
della propria città conseguendo il diploma di Pianoforte e di Organo e
Composizione organistica. Nel 1973 vince il concorso di
organista/clavicembalista presso l’orchestra del Teatro alla Scala, posto che
occuperà sino al 2002. Come solista ha effettuato concerti in Russia, ex-Iugoslavia, Lussemburgo, Svizzera e Croazia.
Incisioni discografiche effettuate per Ariston, Eco, Paragon, CBS; di
particolare rilievo l’integrale del Secondo Libro di Toccate e Canzoni di
Girolamo Frescobaldi per l’etichetta Philips. Ha registrato per la RAI l’opera
omnia organistica di César Franck. Dal 1965 è l’organista titolare della
Basilica di San Fedele in Milano.