Sabato 24 Settembre Concerto per ottoni e organo

Seicento italiano e sviluppi europei
Chiesa di San Fedele 24 settembre 2011 ore 17

ore 17 Chiesa di San Fedele, ingresso gratuito

Quartetto di ottoni Blue Brass

Mark Railean e Matteo Fagiani, trombe

Ermes Giussani e Renato Filisetti, tromboni

Francesco Catena, organo

 

Musiche di G. Gabrieli, G. Frescobaldi, Floriano Canali, H. Purcell, Maurice Greene, John Stanley e 4 brani inediti di autori italiani anonimi del ‘500 e del ‘700

 

PROGRAMMA

GIOVANNI GABRIELI (1557-1613) Canzon Septimi toni a 8, da Intonazione per organo

 

ANONIMO ITALIANO (sec.XVI) dal Fondo S. Barbara del Conservatorio di Milano

- Toccata VIII tono

- Sonata VIII tono (organo solo)

 

GIROLAMO FRESCOBALDI (1583-1643) Canzon XXIX, a 8

 

ANONIMO ITALIANO (sec XVIII) Manoscritti del Conservatorio di Milano:

- Non tanto largo

- Allegro (organo solo)

 

FLORIANO CANALI (sec. XVII) Canzon “La Bevilacqua”, a 8

 

HENRY PURCELL (1658-1695) The Queen’s funeral march

                                  

MAURICE GREENE (1695-1755) Voluntary (organo solo)

 

HENRY PURCELL Fantasia upon one note

                     

JOHN STANLEY (1713-1786) Voluntary op.VII n°6 (organo solo)

 

HENRY PURCELL da Ode di S.Cecilia 1692

Maestoso e Canzona

 

JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750)

- Vater unser im Himmelreich BWV 636 dall’Orgelbuchlein (organo solo)

- Verschiedene Canones BWV 1087

                                              

ANONIMO SPAGNOLO (sec XVI) Cortege final

 

SEICENTO ITALIANO E SVILUPPI EUROPEI, NASCITA E CRESCITA DELLA MUSICA STRUMENTALE

Programma per molti aspetti inedito, frutto delle ricerche musicologiche di Francesco Catena che presenta diversi brani di autori anonimi ritrovati nella biblioteca del Conservatorio di Milano. Vengono percorse quattro aree geografiche europee tra Seicento e Settecento: l’Italia, l’Inghilterra, la Germania e la Spagna. Il percorso Sud-Nord Nord-Sud mette in evidenza gli elementi comuni del linguaggio musicale e le particolarità culturali di ogni area. Inoltre, è curiosa l’associazione timbrica tra la famiglia degli ottoni e l’organo, frequente nelle chiese italiane rinascimentali e dell’inizio dell’era barocca. Il suono dei diversi ottoni è compatto, unitario, di straordinaria fusione, mentre l’organo diffonde un suono che appare incerto e tremante.

I generi compositivi quali la toccata, la fantasia, il ricercare e il capriccio testimoniano, alla fine del ‘500, l’emergenza di un repertorio strumentale che si emancipa dal secolare dominio della polifonia vocale. Nasce in quell’epoca una scrittura strumentale idiomatica e autonoma. Non è sempre facile distinguere questi generi in modo chiaro. Ci aiuta Frescobaldi quando afferma, nel 1615, che le sue Toccate hanno la particolarità di essere ricche di passaggi diversi e di varietà espressiva, volendo quindi inserire questo genere nella nuova estetica della seconda prattica e dell’espressione degli affetti, riservando invece i generi più imitativi e contrappuntistici (il ricercare e la canzona) allo stile antico. Nel ‘500 la canzona italiana designa un genere strumentale che può essere sia la trascrizione o la rielaborazione di una chanson polifonica francese, di un madrigale italiano, sia un’opera originale. È spesso contrappuntistica e in imitazione, come i suoi modelli vocali, talvolta armonica. La canzona è caratterizzata dal succedersi di sequenze diverse, con tempi e ritmi distinti. È composta per strumento solista o per gruppo da 4 a 8 strumenti sostenuti in chiesa dall’organo e divisi in cori alternati.

Il titolo voluntary fu inizialmente utilizzato in Inghilterra nel ‘500 per brani organistici suonati durante la liturgia in stile libero, quasi improvvisato. Successivamente il voluntary ha designato una forma un po’ più definita. Nel ‘700 si presenta nell’articolazione: lento iniziale e fugato, talvolta in quattro movimenti. Nel programma sono stati scelti due brani dei londinesi Maurice Greene e del suo allievo cieco John Stanley.

La Fantasia per gruppi strumentali appare in Inghilterra verso il 1570, durante il regno di Elisabetta I e diventa per più di un secolo un genere musicale di primo piano. Esempi tardivi di un’epoca in cui la Fantasia non è più di moda – soppiantata dalla Sonata –, le fantasie di Purcell uniscono un certo virtuosismo contrappuntistico all’intensità espressiva. La sua Fantasia upon one note a 5 voci è tra le più riuscite della sua produzione. La parte del contralto tiene un Do per tutto il pezzo. Attorno a questo punto fisso, Purcell intreccia una polifonia elaborata. La densa scrittura imitativa dell’inizio e dell’ultima parte in tempo vivace è controbilanciata da una sezione più lenta con accordi a metà e alla fine del pezzo. Spiccano la dinamica che spinge verso la tonalità minore e le tese dissonanze nelle parti lente.  

 

Quartetto Blue Brass

Gruppo di recente formazione che esordisce a Milano con questo concerto. L’ensemble è una ideale continuazione dell’esperienza musicale del gruppo di ottoni e organo “Achille Berruti sorta più di trent’anni fa. L’organista Francesco Catena ed i trombonisti Renato Filisetti ed Ermes Giussani erano già nell’ organico del gruppo precedente mentre le due trombe Mark Railean e Matteo Fagiani subentrano a Luciano Cadoppi ed a Sandro Malatesta. Il loro repertorio spazia dal XVI al XVIII secolo ed è frutto delle ricerche e trascrizioni di Francesco Catena: autori Italiani, la riscoperta del ‘600 lombardo, maestri inglesi sino ai Canoni di J.S. Bach realizzati per ottoni e organo.

 

Francesco Catena, organo

Milanese, ha studiato presso il Conservatorio “G.Verdi” della propria città conseguendo il diploma di Pianoforte e di Organo e Composizione organistica. Nel 1973 vince il concorso di organista/clavicembalista presso l’orchestra del Teatro alla Scala, posto che occuperà sino al 2002. Come solista ha effettuato concerti in Russia,  ex-Iugoslavia, Lussemburgo, Svizzera e Croazia. Incisioni discografiche effettuate per Ariston, Eco, Paragon, CBS; di particolare rilievo l’integrale del Secondo Libro di Toccate e Canzoni di Girolamo Frescobaldi per l’etichetta Philips. Ha registrato per la RAI l’opera omnia organistica di César Franck. Dal 1965 è l’organista titolare della Basilica di San Fedele in Milano.