Il senso del corpo

Galleria San Fedele dal 19/05/2005 al 25/06/2005, ore 16.00 - 19.00
Mostra a cura di Andrea Dall'Astra S.I., Angela Madesani e Stefano Pirovano.
Dopo 36 anni di assenza, ritorna il Premio Arti visive San Fedele. Dopo una serie di incontri in cui i giovani artisti hanno potuto presentare al pubblico il loro itinerario artistico, e dopo un ciclo di conferenze, in cui hanno potuto riflettere su Il senso del corpo, grazie agli interventi di specialisti, è giunto il momento conclusivo della mostra-concorso, in cui i giovani hanno presentato il risultato della loro riflessione. Il tema è stato elaborato in modo inaspettato, offrendo uno spaccato interessantissimo sia dal punto di vista sociologico/generazionale sia su un piano più esplicitamente estetico. Nei diversi lavori, infatti, il corpo non si presenta mai in modo evidente, ma è rappresentato come traccia, assenza, sindone, segno. Il corpo appare come invisibile. Più che il corpo, sembra messa in scena la sua scomparsa, la sua sparizione. Quando poi è rappresentato, non è raffigurato nella sua bellezza gloriosa o nella sua carica vitale, quanto piuttosto nella sua fragilità ed enigmaticità. L'identità appare messa continuamente in discussione. Sembra incerta, frammentata. Si tratta dunque di un corpo che si confronta con il senso di morte, orizzonte dell'esperienza individuale o inquietante scenario della contemporaneità. Si tratta di un corpo privo di desiderio, che non comunica. Di un corpo che vive un profondo malessere. Di un corpo attraversato da una grande solitudine, da un profondo disagio. Di un corpo che non sembra appartenere ad alcuna comunità, estraneo ai problemi di carattere politico, sociale. Di un corpo debole e ferito, abitato da forze oscure. O ancora di un corpo caratterizzato dall’ambiguità. La transizione dal maschile al femminile (o viceversa) è messa in scena senza soluzione di continuità. Come senza soluzione di continuità appare il passaggio tra il naturale e l'artificiale. Talvolta, siamo come di fronte a corpi virtuali, improbabili, impalpabili, eppure tanto reali.