Durata:102'
Biglietto:7€ - Studenti 4€

Gloria Bell

San Fedele 1
Auditorium 9 maggio 2019, ore 15.15 e 20.45
Regia: Sebastián Lelio
Film
2018
USA

Gloria Bell ha cinquant'anni, un marito alle spalle e due figli che non hanno più bisogno di lei. Dinamica e indipendente, canta in auto a squarciagola e si stordisce di cocktail e di danza nei dancing di Los Angeles. Una notte a bordo pista incrocia Arnold, un uomo separato che sogna un cambiamento. Gloria si lancia, Gloria ci crede. Arnold ci prova ma poi improvvisamente non è più là. Volatilizzato fino alla prossima promessa. Per lui il passato è una prigione. Tra amplessi e abbandoni, Gloria finisce al tappeto ma si rialza e balla. C'è sempre nell'idea di un remake la ricerca di un gesto artistico. La necessità di rifare l'originale non è (soltanto) un semplice esercizio di stile e sta lì tutta la sua bellezza, nella vertigine metafisica che rivela: rifacendo la stessa opera non otteniamo mai lo stesso film.



Commenti del pubblico


VOTO: buono
Menzione per sceneggiatura, fotografia, recitazione colonna sonora.       
Una vicenda universale, non solo americana, quella di Gloria che rispecchia la donna esuberante che non si arrende, ottimista di natura, che vuole a tutti i costi riconquistare la felicità  dopo il divorzio.
Recitazione perfetta quella della Moore nei panni di una cinquantenne spavalda e brava madre insieme che non fa altro che essere entusiasta della vita senza ripensamenti. Grande Turturro dall'espressione timida, pacata ma nello stesso tempo sconcertante dell'uomo fuggevole e che non ha il coraggio delle proprie azioni. Bello il finale tragicomico in cui si scopre il fallimento del suo matrimonio in cui compare un grottesco trio, moglie e due figlie, letteralmente da nascondere.
Piergiovanna Bruni

VOTO: buono
Prima di esaminare questo remake ho voluto rileggere, quanto riportato in occasione della visione della prima versione sul "Parlare di Cinema" (58° Premio San Fedele). Ho scoperto un prodotto abbastanza diverso come se il contesto in cui l'azione è stata trasferita abbia potuto modificare radicalmente anche tutti gli altri parametri. E così da una versione che io ritengo più vera e premiata si passa ad una versione più patinata, più glamour, ma che in ogni caso mantiene gli effetti classici della malinconia e della perdita di affetti o meglio di una spalla su cui appoggiarsi che aveva contraddistinto la prima versione anche se alla protagonista non manca, anche in questo caso, il coraggio per buttare il cuore oltre l'ostacolo. 
Qui siamo in ambiente US se ho ben visto fra Newport e Las Vegas, disponibilità, gioie e dolori sono in formato stelle e strisce quasi catalogati e disciplinati in procedure tanto care agli Yankees. Complessivamente un buon esercizio stilistico che nulla cambia nel pedigree del regista e dell'attrice protagonista, qui anche nelle vesti di produttrice, senza però quella vena di cruda verità che mi sembrava emergesse dalla prima versione.
Edoardo Imoda

VOTO: discreto
Non amo i remake e la storia mi è sembrata poco avvincente.
Chiara Ghioni

Un film che è molto più di un remake perché grazie alla bravura dei due protagonisti, alla loro intensità espressiva ci comunica molto di più.
Gloria è una donna autenticamente libera nella sua autodeterminazione: la musica la salva ogni giorno e lei la utilizza per conoscere, per evadere. È giovane nei sentimenti e nelle passioni, nello slancio vitale che la fa essere sempre presente anche nelle vite dei figli solo apparentemente distaccati o delle colleghe in difficoltà. Peccato che il personaggio interpretato da Turturro non sia in grado di seguirla, rimanendo schiavo dei suoi fallimenti e di un senso di colpa invincibile anche da un nuovo coinvolgimento amoroso.
Il tema della solitudine esistenziale è molto presente, solitudine che non è più solo fenomeno americano ma ormai di ogni luogo e sistema sociale globalizzato.
Un film sulla comprensione, sulla consapevolezza e sulle capacità salvifiche della musica sia come ascolto che come ballo. E l’ultima sequenza dove Gloria balla da sola lascia aperta la speranza su nuovi sentimenti e nuove storie.
Nel complesso un buon film con menzione per regia recitazione.
Cristina Bruni 

VOTO: buono
Una normale donna americana, di mezza età. Ci viene mostrata decisa a gustarsi la vita, combattendo la solitudine e cercando di realizzare ciò che non ha mai ottenuto. 
La narrazione del regista è strutturata e sviluppata nella descrizione minuziosa di quel volto, di quei gesti, di quelle abitudini. È una persona forse imperfetta, ma quel suo modo spontaneo di guidare cantando, di preoccuparsi dei figli e degli amici, di affrontare con coscienza una malattia agli occhi ce la rende quasi subito cara. Mi è comunque parso che molti dei personaggi del film tendano ad una sorta di tenue autodistruzione, compiendo via via scelte sbagliate. Il film procede a ritmo di musica: il canto ed il ballo costituiscono una costante. I testi dei brani sono fondamentali, così pure la poesia che Arnold recita per Gloria: “Se tu fossi acqua, io sarei un bicchiere...” La trama è semplice, ma la narrazione è interessante e credibile. “Quando il mondo esploderà, spero di andarmene ballando”.
Alessandra Casnaghi

VOTO: discreto
Il remake di Gloria a mio modo di vedere tradisce le aspettative: in sostanza rimane un tentativo di gesto artistico non riuscito: Gloria Bell è un film stilisticamente molto ben fatto, ma privo di cuore.
Gloria è una donna fragile ed entusiasta, capace di rialzarsi ogni volta che il maschio la manda al tappeto: ma tutto finisce qui. Julianne Moore e John Turturro sono perfetti nell'interpretazione, la sceneggiatura californiana è puntuale, la fotografia è scintillante e ben equilibrata: quello che manca secondo me è la regia che si perde in stereotipi vuoti ed in una reazione al di sopra delle righe del personaggio. I valori umani sono trattati solo superficialmente e questo è il vero limite del film. L'identità di Gloria è la solitudine, cui il ballo non può porre rimedio, sopratutto perché è un ballo di non relazione con l'altro, un ballo solitario. La relazione fra esseri umani è qui totalmente fallimentare e forse non per colpa di una sola parte.
Giulio Koch