Età consigliata:Maggiori di 14 anni

Parnassus

San Fedele 3
Auditorium 05/03/2010 20:30
Un film di Terry Gilliam. Con Heath Ledger, Johnny Depp, Colin Farrell, Jude Law, Christopher Plummer. Titolo originale The Imaginarium of Doctor Parnassus. Fantastico, Ratings: Kids+13, durata 122 min. - Francia, Canada 2009
Film

Il Dottor Parnassus gira per le strade con il suo carrozzone dalle qualità particolari. In compagnia di un giovane, una fanciulla (sua figlia Valentina) e un nano mette in scena ovunque uno spettacolo che ha al suo centro uno specchio. Chi lo oltrepassa si trova in un mondo in cui puo' realizzare i suoi desideri piu' fantasiosi. Parnassus e' immortale ma ha conquistato questa dote grazie a una scommessa vinta con il Diavolo che ha assunto le sembianze del perfido Mr. Nick. Sono trascorsi i secoli e, nel momento in cui ha trovato il vero amore, il Dottore ha stipulato un nuovo patto con Mr. Nick il quale vuole che Valentina sia sua al compimento del sedicesimo anno di età. La data è ormai prossima.

Terry Gilliam è indubbiamente uno di quei pochi registi che fanno del cinema la vera arte dell'immaginario. Sin dal suo primo film Brazil aveva dato prova di una creativita'e di una cultura vastissima in campo figurativo. Le sue sono state produzioni spesso tormentate (a partire dai problemi di budget quella de Le avventure del Barone di Münchausen fino al disastro del film su Don Chisciotte splendidamente raccontato nel documentario Lost in La Mancha) e anche in questo caso non sono mancati i problemi. La morte improvvisa di Heath Ledger ha portato a una revisione profonda della sceneggiatura che ha prodotto l'affidamento del suo personaggio anche a Johnny Depp, Colin Farrell e Jude Law che hanno devoluto il compenso alla figlia dell'attore.

Gilliam ha saputo fare, come si dice, di necessità virtù riuscendo a realizzare un omaggio davvero particolare all'attore scomparso. Perché questo suo film è un inno alla vita e all'immaginario che debbono poter vincere nonostante tutto e, spesso, anche nonostante i lati oscuri delle fantasie che ci pervadono. È un gioco di alto equilibrismo sulla corda tesa della fantasia quello a cui il regista ci propone di partecipare. Gilliam è da sempre Parnassus. Non sarà immortale ma la sua inesauribile voglia di immagini che (al contrario di quanto troppo spesso accade) non ottundano la fantasia ma la provochino ad aprirsi a nuovi orizzonti è rimasta intatta con il trascorrere degli anni e, grazie agli sviluppi della tecnologia, ha trovato nuovi materiali su cui esercitarsi. Il bambino che è in Terry è più vivace che mai, conosce la luce e il buio, la felicità e la paura e aspetta che passiamo a trovarlo. Vive sul carro del Dottor Parnassus.

Giancarlo Zappoli, MyMovies

 

Ecco il miglior Terry Gilliam degli anni 2000. Un compendio della sua poetica: il mondo dietro lo specchio sono le animazioni in cut out, ora aiutate dal computer, che faceva ventenne per i Monty Python, Parnassus è un Barone di Munchausen più gretto, lo straccione è meglio del sensuale arrivista (Tony è un misto tra Calvi e l’omonimo ex premier inglese Blair) come ne La leggenda del re pescatore, il teatro come padre nobile dello spettacolo e il pericolo dell’immaginazione al potere come in Brazil. Il film stava per diventare un nuovo Lost in La Mancha per via della morte improvvisa di Ledger, sostituito da apparizioni di Johnny Depp, Colin Farrell e Jude Law. Poteva essere una catastrofe. Invece è andato quasi tutto bene. Come? Magia. Merito di Parnassus. Ovvero Terry Gilliam.

Francesco Alò, Il Messaggero, 24 ottobre 2009

 

 

Scheda (de)genere

a cura di Andrea Lavagnini, Francesca Mazzini e Giuseppe Zito S.I.

invia le tue integrazioni a sf3@sanfedele.net

 

Introduzione

Terry Gilliam ci ha abituato a film visionari sui massimi sistemi e Parnassus non è da meno. Non è un filmetto di fantasia che racconta la storiella di un personaggio, ma ha l’ambizione di raccontare la “storia eterna” del conflitto tra bene e male. Il film è diventato noto anche perché  durante le riprese è morto, probabilmente suicida, uno degli attori protagonisti, Heath Ledger (Tony), diventato famoso come l’ultimo Joker di Batman e per Brokeback Mountain. Dopo la scomparsa del suo attore principale, Gilliam ha rimaneggiato la sceneggiatura, usando il più possibile del girato e chiedendo a tre attori, molto amici di Ledger, di prendere il suo posto: Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell. A questo sono dovuti i cambi di volto del personaggio di Tony, non previsti nella sceneggiatura originale e che confondono un po’ lo spettatore, anche se aggiungono mistero ed evocatività alle tematiche del film.

È un opera da guardare con estrema attenzione, che non risucchia lo spettatore in una narrazione facile, ma gli chiede continua riflessione e costruzione di senso.

 

Elementi di senso

Il film si apre con l’inquadratura di due barboni con l’orologio rotto sulle strade di Londra, città antica e contemporanea. Vite di scarto, tempo fermo, come nel caso di Parnassus, che vive in eterno e viene emarginato in un mondo contemporaneo in cui il tempo è sempre più stringente. Più avanti vedremo invece che il personaggio del tentatore (Mr. Nick) compare con un orologio ben funzionante, addirittura una sveglia. Le sue lusinghe sono tipiche del nostro mondo affannato.

Attraverso il contrasto tra il carrozzone dell’Imaginarium e gli ubriachi avventori, appena usciti da un pub trendy, viene messa in evidenza la tensione tra antico e contemporaneo, presente durante tutto il film. Il mistero, le divinità, l’immaginazione sono ai margini nel nostro mondo. Nick è molto più esperto di Parnassus in questioni di tempo e di denaro.

Come chiarisce molto bene la prima persona che ci entra, l’Imaginarium è un luogo fantastico in cui si giocano le scelte definitive, quelle tra bene e male. La scelta definitiva per l’alcolista è tra un’ardua scalata e un locale in cui bere. La scelta del male comporta la morte. Nell’Imaginarium è inoltre possibile che cambi il proprio volto, la propria identità. L’anticamera del mondo fantastico all’interno dell’Imaginarium è sempre la rappresentazione di un bosco. Una selva oscura di dantesca memoria? Quando qualcuno viene forzato ad entrare nell’Imaginarium le cose si mettono sempre male per Parnassus.

La figlia di Parnassus, Valentina, vagabonda e marginale come il padre, sogna invece la casetta ideale, con mobili Ikea, un bel maritino e bambini carini. Sogna di fuggire dal mondo del padre, dal mondo dell’eterna lotta tra bene e male, della storia eterna che sostiene l’universo o che almeno gli dà senso.

Un altro tema importante è quello dell’immortalità, sicuramente già presente prima della morte di Heath Ledger, ma accentuato ancora di più dal drammatico evento. Tutti sognano l’immortalità, meno Parnassus, che avendola la vive con fatica e vorrebbe a volte sottrarvisi. C’è anche un altro modo per vivere una qualche immortalità, come dice Tony: quello dei divi, che sono come déi, per sempre giovani. “Niente è per sempre, nemmeno la morte”.

Tony (Heath Ledger) entra profeticamente in campo appeso al ponte di Londra. È morto o vivo? Qual è il suo vero volto? È con il bene o con il male, con Parnassus o con Nick? Passerà da una sponda all’altra, eterno traditore, per salvare la pelle. Finirà appeso per davvero, come Giuda, lui che aveva portato anche la maschera del filantropo. Terry Gilliam associa la sua figura a quella di Calvi, il banchiere di Dio. Non a caso il suo cognome è Shepherd, Pastore. Restano un mistero anche i segni sulla sua fronte, anch’essi ambigui come il personaggio.

Opposto al personaggio di Tony è Anton, il giovane apprendista di Parnassus, il bravo ragazzo con il quale Valentina finirà per sposarsi. È Anton a dire che Parnassus non vuole governare il mondo, ma che il mondo si governi da solo. Sogna la mortalità, per poter amare la donna di cui si è innamorato e sarà Nick a concedergli questo desiderio, ma mentre Parnassus è distratto dall’amore il mondo cade in mano a Nick, dell’industrializzazione moderna. All’interno dell’Imaginarium Parnassus crea opportunità, è un “occasionatore”, non è colpa sua se non vengono afferrate.

Parnassus è Dio e Nick il diavolo? Certo si contendono le anime, che nella loro scelta definitiva possono optare per l’uno o per l’altro. Certo Nick è associato al tempo e al denaro, mentre Parnassus all’eternità e all’immaginazione. Questi due principi, che hanno molti nomi, si contendono il mondo e il loro conflitto costituisce la grande storia del mondo. Chi vincerà? Vincerà mai qualcuno? Nell’originale inglese il film porta lo stesso nome del carrozzone: The Imaginarium of Dr. Parnassus. Anche il film di Gilliam, forse, è una grande narrazione, non priva di ambiguità, in cui ogni spettatore deve fare le sue scelte. La storia eterna non sostiene il mondo in senso materiale. Anche quando viene interrotta la neve continua a cadere e il mondo a girare, “non cambia nulla” (Nick) o forse “cambia tutto” (Parnassus), perché è la narrazione a dare senso. Cosa vogliamo scegliere? Senso o non-senso, eternità o tempo, immaginazione o denaro, Parnassus o Nick?

 

Giudizi

Certamente un film visionario, come ci ha abituato Terry Gilliam, ma eccessivo e confuso o geniale e profetico?