Maria Lai

Sul filo del mistero
Galleria San Fedele  - 27 settembre 2016 ore 18.30

«I grovigli esprimono la mia tensione verso altri spazi» diceva Maria Lai. Nei primi anni Sessanta le sue mani hanno cominciato a intessere storie misteriose. Storie fatte di uomini fortemente legati alla terra. Ma anche di uomini tesi a elevare il proprio spirito verso nuove dimensioni.

Signora dell'arte, dei fili e dei telai. Signora delle montagne, nella Sardegna rupestre, Maria Lai (1919-2013) è stata una delle interpreti più intense nel mondo della ricerca estetica contemporanea. Un'artista lontana dalle mode, difficilmente riconducibile a un gruppo o a un movimento, ma il cui carisma l'ha consacrata nell'empireo dei grandi nomi del Novecento.

La Galleria San Fedele, nell'ambito del suo programma dedicato ai maestri dell'arte contemporanea votati a una dimensione profonda della ricerca spirituale ed estetica, presenta un omaggio a questa grande autrice.

I temi eterni dell'identità, delle origini, della femminilità e della memoria; i temi celesti, i motivi cosmici, le geografie di un universo parallelo, sono alla base di un nucleo di opere popolate di spiriti benigni, di donne e pastori. Abilissima nel passare dal piccolo formato dei libri di cotone, cuciti con testi segreti e sacri, alla dimensione monumentale della land art, ha firmato installazioni e performance, come la celebre Legarsi alla montagna, del 1981, in cui stese un lunghissimo nastro celeste per unire le case del paese di Ulassai alle rocce del Tacco, ossequio alla natura, un rito collettivo per scongiurare frane e sigillare con la montagna un patto di convivenza.

Meraviglioso il valore sacrale conferito da Maria Lai al nastro e al tessuto, simboli di comunione e testimoni dell'origine antropologica del legame sancito fra l'uomo e il paesaggio che lo accoglie.

La mostra, promossa dalla Galleria San Fedele in collaborazione con la Nuova Galleria Morone, vede le opere di Maria Lai al centro di alcuni dialoghi ideali fra passato e presente. Ecco allora i suoi libri cuciti accostati a volumi d'epoca, conservati presso le collezioni della Fondazione Culturale San Fedele, fra cui alcuni antifonari del XVIII secolo provenienti dalla distrutta chiesa di Santa Maria della Scala e oggi in San Fedele e un prezioso codice miniato del Quattrocento, libro di preghiere vergato a sud della Francia. Le sue “geografie” incontrano le mappe del padre gesuita tedesco Athanasius Kircher nel un suo bellissimo libro illustrato sulla Cina antica (China monumentis), pubblicato ad Amsterdam nel 1667.

Lungo quello che lei stessa definì un «filo del mistero teso fra terra e cielo», si dipanano altri dialoghi virtuosi, che rappresentano tasselli importanti di storia dell'arte del secolo scorso. Il dialogo fra Maria Lai e Jorge Eielson, maestro peruviano con cui siglò una vera amicizia e un confronto critico stimolante per entrambi. Tre opere di Eielson sono concesse in prestito dalla galleria Il Chiostro Arte Contemporanea di Saronno. Altro dialogo poi con le ricerche spazialiste di Lucio Fontana: un viaggio oltre la dimensione dell'opera scavata in profondità, verso l'eterno e verso l'infinito, che Maria intraprese con i suoi fusi, i pettini, gli aghi, muovendosi piano dentro la scatola aperta di un telaio: universo domestico denso di umori feriali e, insieme, di tensione mistica verso un luogo dello spirito dove convergono tutti i fili dell'esistenza.

 

Si ringraziano

Collezione Consolandi

Fondazione Marconi

 

Fino a sabato 5 novembre 2016
dal martedì al sabato 16.00/19.00
al mattino su appuntamento (chiuso lunedì e festivi)