Biglietto:ingresso libero

CONCERTO DI NATALE

Vespro della Beata Vergine
Chiesa di San Fedele Domenica 18 dicembre 2016 ore 17.00
Alessandro GRANDI (1580? - 1630)
VESPRO DELLA BEATA VERGIINE
per soli (S T), coro (SATB + SATB) e strumenti
2 violini, violoncello, violone e organo

I CIVICI CORI
Kaori Yamada, soprano
Luigi Biffi, tenore
Mikos Papp, Sean Galantini, violini
Alessandro Bono, Paolo Tomasini, violoncelli
Fabio Longo, contrabbasso
Marco Cortinovis, organo
Mario Valsecchi, direttore

In collaborazione con la Fondazione Milano e la Civica Scuola di Musica C. Abbado

Il ciclo SACRO IN MUSICA verrà inaugurato prima di Natale con il Vespro della Beata Vergine di Alessandro Grandi, compositore attivo a partire dal 1620 come vice maestro di cappella a Venezia al tempo in cui la carica di maestro di San Marco era ricoperta da Claudio Monteverdi. Alessandro Grandi successivamente si trasferì a Bergamo (1627) dove ricoprì la carica di maestro di cappella in Santa Maria Maggiore sino alla morte, nel 1630, causata dall’epidemia della peste.
La sua produzione comprende messe, mottetti, salmi, madrigali concertati ed una raccolta intitolata Cantate et arie a voce sola in cui appare per la prima volta il termine “Cantata”.
Grazie alla pubblicazione delle sue opere, la musica di Grandi è stata ampiamente diffusa e ha avuto una duratura influenza nel plasmare i rapidi sviluppi e cambiamenti che hanno avuto luogo nella musica agli inizi del XVII secolo. La qualità dei suoi salmi, specialmente gli ultimi, lo rendono, insieme a Monteverdi e Rovetta, uno dei più importanti compositori del suo tempo. Il suo Vespro della Beata Vergine è costituito da opere provenienti da varie collezioni stampate del Maestro e può essere considerato un modello per la pratica musicale del primo barocco in Italia.

​Vespro della Beata Vergine

Deus in adjutorium meum intende
DOMINE AD ADIUVANDUM ME FESTINA a 8 voci

Antifona gregoriana: Dum esset rex in accubitu suo

DIXIT DOMINUS a 10 voci - Salmo 110

Alessandro Grandi: Virgo prudentissima
a voce sola (S) con Sinfonia di 2 violini

* * *
Antifona gregoriana: Laeva ejus sub capite meo

LAUDATE PUERI Quarti toni a 8 voci - Salmo 112

Archangelo Crotti: Sancta Maria
soprano e 3 instrumenti

* * *
Antifona gregoriana: Nigra sum sed formosa

LAETATUS SUM Secundi toni a 8 voci - Salmo 121

Alessandro Grandi: Ave mundi spes Maria
a voce sola (S) con Sinfonia di 2 violini

* * *
Antifona gregoriana: Jam hiems transiit

NISI DOMINUS Quinti toni a 8 voci - Salmo 126

Archangelo Crotti: Factum est silentium
soprano e tenore

* * *
Antifona gregoriana: Speciosa facta es

LAUDA JERUSALEM Octavi toni a 8 voci - Salmo 147

Alessandro Grandi: O quam speciosa
a voce sola (S) con Sinfonia di 2 violini

* * *
AVE MARIS STELLA
A voce sola con Sinfonia di 2 violini

Antifona gregoriana: Beatam me dicent



ALESSANDRO GRANDI
Allo stato attuale delle ricerche il luogo di nascita di Alessandro Grandi, come pure la data, collocata presumibilmente negli anni 1575-1580, sono ancora imprecisabili, Lo stesso vale per le fonti e le tap-pe della sua formazione musicale; l’apprendistato alla scuola di Giovanni Gabrieli, avvalorato da affi-nità stilistiche riscontrabili in talune sue opere, è ancora un’ipotesi. Il primo dato biografico certo e registrato riguarda l’incarico di Maestro di Cappella all’Accademia della Morte di Ferrara conferitogli nel 1597. Nel 1610 Grandi esercita le stesse funzioni presso un’altra confraternita di Ferrara, l’Accademia dello Spirito Santo e, dal 1615 al 1617, in Cattedrale. Risale al 1610 la prima opera data alle stampe: Il I° libro de Mottetti a 2-5 et 8 v. con 1 Messa a 4 con il B. per sonare (Venezia 1610). A questa faranno seguito numerose altre raccolte: Mottetti, Madrigali, Cantate, Arie Salmi e 1 Messa. L’organico privilegiato fino al 1620 comprende poche voci, da 2 a 4, e di questo genere di composi-zioni Grandi è oggi considerato uno degli autori più rappresentativi.
Nel 1617 egli si trasferisce a Venezia dove viene assunto come cantore in S. Marco. Nel 1620 ottiene l’incarico di Vice Maestro di Cappella sotto la direzione di Claudio Monteverdi. La vicinanza al gran-de cremonese è indubbiamente occasione di arricchimento e maturazione per la sua sensibilità musi-cale; egli condivide e assimila la concezione estetica e i tratti più significativi della Seconda Prattica monteverdiana che rivendica all’Oratione il primato sull’Armonia. Al periodo veneziano appartengono diverse opere date alle stampe: Motetti a 5 v. con le Letanie raccolti da P. Marcelli (ristampa con aggiunte, Venezia, 1619); Celesti fiori, libro 5° dei suoi Concerti a 2-4 v. raccolti da L. Simonetto (1619); Cantate et Arie a voce sola (1620); Motetti a 1 e 2 v. con sinfonie d’istromenti partiti (1621); Madrigali concertati a 2-4 v. per cantar e sonar nel clavicembalo. Libro 2, op. 11 (1622); Motetti a 1-4 v- con sinfonie (1625); Arie e Cantate a 2 e 3v. (1626). In S. Marco la composizione di opere complesse, per ampio organico vocale-strumentale, destinate alle più importatnti solennità, era prevalentemente compito del Maestro di Cappella, mentre al Vice Maestro competeva la produzione di composizioni per le esigenze liturgiche ordinarie che comportavano l’impiego di un organico ridotto. Lungi dal costituire una restrizione o un limite all’espressione della propria creatività, tutto ciò permette a Grandi di porsi in luce come esperto monodista. L’aggiunta alla voce sola di violini obbligati nei Motetti del 1621 e 1622, se pur lo inserisce nella tradizione dello stile concertato praticato in S. Marco già dai compositori della generazione precedente, per l’attenzione e la funzionalità degli interventi strumentali ai “gesti” dell’Oratione, lo qualifica come esempio di forte innovazione.
Con la Terminazione del 18 marzo 1627 il Consiglio della MIA in Bergamo elegge Grandi alla carica di Maestro di Cappella nella chiesa di S. Maria Maggiore. Dal verbale si apprende che è lo stesso musicista ad avanzare la propria candidatura. Una lettera del 1628 indirizzata ai Reggenti della MIA ci permette di conoscere le ragioni che lo hanno invogliato a lasciare Venezia, rinunciando così ai vantaggi offerti da un centro musicale attivo come la Serenissima: punto di riferimento per musicisti italiani ed esteri, luogo d’incontro e crocevia di tante esperienze artistiche, sede di un’editoria musicale tra le più produttive d’Europa. La grandezza del carico…, et l’occasione…di poter provvedere le cose appartenenti al vitto con minor spesa … che in Venetia, furono reputate, con un occhio alla professione e uno alle necessità di una numerosa famiglia, ragioni sufficientemente valide per operare tale scelta con la quale recide l’opportunità di lavorare a stretto contatto con Claudio Monteverdi per rinchiudersi in una città di provincia come Bergamo. L’esperienza bergamasca di Alessandro Grandi sarà, purtroppo, di breve durata; nel 1630, a soli tre anni dalla sua elezione, egli muore di peste con tutta la sua famiglia.