Il tema

  

IDENTITÀ
Natura e Destino

Il Premio San Fedele è unico nel suo genere in Europa, si propone di avvicinare i giovani artisti alla cultura e alla pratica artistica contemporanea; di avviarli a un consapevole percorso umano e professionale; di favorire l’incontro tra giovani artisti e pubblico di professionisti e appassionati dell’arte; di offrire la possibilità di recuperare l’arte nella sua totalità, nei suoi valori più veri e più vivi; di portare una verità sull'esistere dell’uomo, sul suo mondo, sulla sua fantasia, parlando della sua ricerca d’identità, del suo desiderio di assoluto.

La tematica di questa edizione, cui verranno consacrate tre conferenze aperte al pubblico e workshop, riguarda l’identità dell’uomo e il suo percorso esistenziale. La vita dell’uomo è come un lungo tracciato sul filo del tempo, è l’incessante viaggio di un pellegrino alla continua ricerca di una meta, di un luogo in cui sostare, trovare riposo, pace. La vita è un viaggio veloce, rapido, che non conosce soste, interruzioni.

Il viaggio, a sua volta, implica un movimento. Vivere significa infatti muoversi, camminare, ritornare sui propri passi, districarsi in percorsi tortuosi, in una sorta di labirinto, percorrendo un itinerario in cui ri-conoscere il centro del mondo.

Quando si pensa al viaggio ci vengono in mente una molteplicità di mezzi per compierlo, ma soprattutto ce ne chiediamo il senso. Per gli antichi era la volontà arbitraria del fato a guidare il viaggio dell’eroe, che poteva assecondarla oppure lottare e morire: i suoi desideri erano inevitabilmente piegati al cieco volere di questo insondabile destino.

Una straordinaria parabola del viaggio è esemplificata dal popolo di Israele: in ebraico la parola derek indica la strada, il sentiero indicato da Dio stesso, il cammino della vita la cui meta è pace, gioia, fraternità, prosperità di una comunità. Nel Nuovo Testamento Gesù, il Messia tanto atteso da Israele, è sempre in cammino, in viaggio verso la consegna di se stesso nel dono della propria vita, sino a trovare la morte fuori dalle mura della città santa di Gerusalemme, meta ultima di ogni pellegrinaggio.

Nel mondo contemporaneo il viaggio è spesso esaltato come svago, un girovagare senza meta né scopo, espressione di libertà e di fuga dalle costrizioni della noia e dalle consuetudini della vita quotidiana che conduce a un’anestesia dei sensi.Piacevole accumulo di esperienze, esso è inteso come sorgente di piacere, di tregua dalle difficoltà di un quotidiano grigio, monotono, soffocante, fino a trasformarsi in un viaggio virtuale telematico in cui tutto può diventare luogo di esplorazione di un mondo impensato, tanto artificiale quanto improbabile, eppure affascinante e seducente, capovolgendo la percezione che abbiamo del mondo, in un continuo intreccio tra realtà e finzione. 
Nel nostro viaggio siamo soli o in compagnia di qualcuno? Il viaggio della vita può essere compiuto da soli, come nel mito greco di Narciso. Cercando di afferrare il proprio riflesso per poterlo baciare, Narciso scivola nello stagno e muore, dimostrando che il viaggio della ricerca di se stessi attraverso se stessi conduce alla sterilità, all'isolamento, alla morte. Esso assume un significato reale solo se vissuto in compagnia di un altro, di un tu col quale dialogare, incontrarsi, confrontarsi. Per conoscere noi stessi, siamo chiamati a instaurare un dialogo con un altro.Proprio perché l’altro è irriducibile a me, io non posso essere senza che l’altro mi riconosca, in un atto di reciprocità. Solo attraverso questo riconoscimento è possibile parlare di umanizzazione, di pienezza di vita. Solo compiendo questo viaggio possiamo diventare pienamente noi stessi, tuffandoci nell'oceano immenso dell’amore del Padre. È questo il viaggio della vita.

 

Giovedì 31 GENNAIO 2019

ore 20.30 incontro con Silvano Petrosino, filosofo

 

Venerdì 1 FEBBRAIO 2019

ore 10.00 incontro con Roberto Diodato, docente di Estetica all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

 

Sabato 2 FEBBRAIO 2019

ore 10.00 – 12.00 incontro con Vincenzo Anselmo SJ, biblista