Il tema

  

TRA UMANO E DIVINO

L'avventura della libertà

 

Dopo la grande crisi delle ideologie, in una società che tende continuamente a intossicarci da una quantità infinita di parole, da troppe e false informazioni, da una molteplicità indiscriminata di immagini, in che modo è possibile pensare un cammino di libertà?

Oggi più che mai sperimentiamo un forte senso di solitudine, di insicurezza, di esclusione dal mondo. Spesso ci rifugiamo allora nel virtuale, in cui crediamo di avere un potere, quando in realtà questo è solo illusione. Cerchiamo di affermare il nostro diritto di esistere, senza comprendere che siamo continuamente in ricerca di un riconoscimento dagli altri che confondiamo con il sentirci amati. Cerchiamo infatti la strada del successo, ma quando poi sperimentiamo fallimenti, difficoltà, incomprensioni, ci sentiamo frustrati, la frustrazione genera rabbia che a sua volta si scatena nella violenza, nella distruzione di se stessi e del mondo intorno a noi. Anche quando il successo è raggiunto, se non è animato da una maturità umana e spirituale, diventa solo generatore di vuoto, di un narcisismo che, come insegna il mito greco di Narciso, conduce alla morte.

Purtroppo, in questi ultimi anni, assistiamo a un’escalation della violenza, del desiderio di fare la guerra, di trovare nemici a qualunque costo, di creare situazioni di paura con le quali giustificare le nostre insicurezze. La cultura del nemico sembra sempre più farsi strada, per cui occorre trovare un colpevole col quale giustificare il nostro disagio. Di fatto, stiamo diventando la società della paura, dell’assurdo, in cui tutte le regole di convivenza sociale e politiche sono schiacciate dall’irrazionalità di pulsioni incontrollate, da un potere i cui confini sono molto difficili da delineare.

A partire da queste riflessioni, il Premio Artivisive San Fedele 2019/2020 intende riflettere sul significato più profondo della libertà intesa come cammino in cui l’essere umano vive l’esperienza della fiducia, della speranza, della gioia dell’incontro con gli altri. È questo un viaggio verso il recupero del senso dell’etica, dell’assunzione di responsabilità, per una gioia condivisa. Secondo questa prospettiva, le tre tentazioni di Cristo nel deserto descritte nei vangeli, ben lungi dall’essere un semplice testo letterario per iniziati, costituiscono un invito a riconoscere i nostri desideri che non possono essere confusi con i bisogni che, una volta soddisfatti, alimentano altri bisogni o «capricci», ma interagiscono con il senso più profondo dell’esistenza umana. In poche parole, si tratta di riconoscere in noi le ragioni della nostra vocazione, di ciò che dà senso alla nostra storia. È questa l’avventura della libertà, nel riconoscimento che il divino non è in un improbabile e irraggiungibile al di là, ma vive al cuore della nostra umanità. È l’«infinito» che è in noi. È la fecondità di vita che siamo chiamati a vivere e a trasmettere.