Biglietto:ingresso libero

CONCERTO DI NATALE 2019

Andrea Gabrieli e Palestrina
Chiesa di San Fedele Domenica 22 dicembre 2019 ore 17.00
Andrea Gabrieli e Giovanni Pierluigi da Palestrina:
due “scuole” polifoniche a confronto
Chiesa di San Fedele 
Domenica 22 dicembre 2019 ore 17.00 Ingresso libero
 
I Civici Cori
 
(Francesco Girardi e Fabio Zambon, maestri preparatori)

Luigi Panzeri
Organo

Mario Valsecchi
Direttore

PROGRAMMA

Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525 ca - 1594)
Ricercata del Quarto Tono
(Organo)

Super flumina Babylonis
Mottetto a 4 voci (CATB)

Andrea Gabrieli (1533 ca - 1585)
Messa a 4 voci (CATB)
Kyrie - Christe - Kyrie
Gloria

Canzon Ariosa
(Organo)

Giovanni Pierluigi da Palestrina
Alma Redemptoris Mater
Mottetto a 4 voci (CATB)

Andrea Gabrieli
Credo

Giovanni Pierluigi da Palestrina
Dies sanctificatus
Mottetto a 4 voci (CATB)

Andrea Gabrieli
Pass’e mezzo antico in cinque modi variati
(Organo)

Andrea Gabrieli
Sanctus et Benedictus

Giovanni Pierluigi da Palestrina
Hodie Christus natus est
Mottetto a 4 voci (CATB)

Andrea Gabrieli
Agnus Dei (CATTB)

Giovanni Pierluigi da Palestrina
Ricercata dell’Ottavo Tono
(Organo)

Sicut cervus
Mottetto a 4 voci (CATB)


 
PRESENTAZIONE CONCERTO
Andrea Gabrieli e Giovanni Pierluigi da Palestrina:
due “scuole” polifoniche a confronto

Il XVI secolo è, spesso, indicato dagli “addetti ai lavori” come il secolo d’oro della Polifonia. Si vuole definire una maturità finalmente raggiunta; la tecnica del contrappunto, superato un lungo periodo di precisazione dei meccanismi tecnici, ora, grazie all’opera di molti cantori-compositori di rango, ha raggiunto un livello alto e consolidato nel felice rapporto testo-musica. Eppure, raggiunto il punto di perfetto equilibrio, subito segue la rivoluzione. Giovanni Pierluigi da Palestrina, il “principe” dei polifonisti muore nel 1594, dopo pochi anni Agostino Agazzari (1578-1640), nel suo Trattato Del Sonare sopra 'l basso, pubblicato a Siena nel 1607, parlando della polifonia, dice “… non esser in vso più simil cantilene, per la confusione, e zuppa delle parole, che dalle fughe lunghe ed intrecciate nascono; ed anco perché non hanno vaghezza: poiché cantādosi à tutte le voci, non si sente ne periodo, ne senso; essendo per le fughe interrotto, e sopraposto; anzi nel medesimo tempo ogni voce canta parole differenti dall'altro; …”.
Qualche anno più tardi la nuova concezione del rapporto parola-musica troverà consacrazione nel motto «l’oratione sia padrona de l’armonia non serva».
Mettendo a confronto l’opera di Andrea Gabrieli (Venezia 1533 - Venezia 1585) con quella di Giovanni Pierluigi da Palestrina (Palestrina 1525 - Roma 1594) partiamo dall’evidenza che il linguaggio è comune, è quello dell’Europa intera in quel tempo, sia pure con qualche peculiarità “nazionale” che non modificano la sostanza contrappuntistica. Le differenze tra i due nascono dalle diverse personalità, dalle sensibilità specifiche che li porta a relazionare in modo diverso la musica al testo, sacro o profano che sia; ancora, dalle realtà, tra loro molto lontane, entro le quali sono, rispettivamente, chiamati a operare: Roma, “sede centrale” della cristianità, austera nelle prassi liturgiche, che vincola i suoi musicisti all’essenzialità dell’espressione e alla severità delle modalità; per contro, Venezia, libera da questi vincoli, forte della propria civiltà, della propria indipendenza e del proprio peso politico nel vasto scenario europeo, della propria ricchezza, lascia alla musica, anche a quella “da chiesa”, ampie libertà d’espressione, possibilità vocali-strumentali varie e sempre più ricche: non austerità ma sontuosità. La musica a onore di Dio, certamente, ma anche a celebrare le virtù della città.
Ascoltiamo i Mottetti di Palestrina. Un’atmosfera sonora di naturalezza, semplicità, totalità espressiva (non può che essere così) ci circonda; nessun urto, nessun inciampo, tutto scorre con naturale eleganza spirituale. La parola ci giunge con chiarezza, nonostante il ricorso frequente all’imitazione; non vi è traccia di quella “zuppa di parole” tanto deprecata dall’Agazzari. In più: nonostante il contrappunto, anzi, proprio grazie all’uso “sapientemente connaturato” del contrappunto la parola, il testo, ci raggiunge nella sua valenza espressiva più profonda e ci coinvolge.
Andrea Gabrieli, anch’egli sapiente contrappuntista, sembra giocare passando con disinvoltura da un’espressione pacata, squisitamente “vocale” (primo Kyrie), a un ritmo di Canzona strumentale (secondo Kyrie) evocativo di un quartetto di ottoni più che di un ensemble corale.
Così “gioca” in tutte le parti della Messa alternando severità di modi ed essenzialità omoritmica (ma ci pare di vederlo sorridere nascosto dietro una colonna) a momenti quasi jazzistici (ante litteram). Sembra volersi contraddire continuamente o, quasi, sconcertare, nel passare improvvisamente dall’atmosfera “sacra” della basilica al richiamo prepotente, “carnevalesco”, della piazza.
 
MOTTETTI: testi e traduzioni

SUPER FLUMINA BABYLONIS
Super flumina Babylonis
illic sedimus et flevimus,
dum recordaremur tui Sion,
in salicibus in medio ejus
suspendimus organa nostra.
 
Presso i fiumi di Babilonia
sedemmo piangendo,
ricordandoci di te, Sion;
sui salici di quelle terre
appendemmo gli strumenti della preghiera.

ALMA REDEMPTORIS MATER
 Alma Redemptoris Mater,
quae pèrvia coeli
porta manes et stella maris,
succùrre cadènti
sùrgere qui curat, pòpulo:
tu quae genuìsti,
natura mirante,
tuum sanctum Genitorem,
Virgo prìus ac postérius,
Gabrielis ab ore
sumens illud, Ave, peccatòrum
miserére.

O santa Madre del Redentore,
porta dei cieli, stella del mare,
soccorri il tuo popolo che anela a risorgere.
Tu che accogliendo il saluto dell’angelo,
nello stupore di tutto il creato,
hai generato il tuo Creatore,
Madre sempre vergine,
pietà di noi peccatori.

DIES SANTIFICATUS
Dies sanctificatus illuxit nobis,
venite gentes et adorate Dominum:
quia hodie discendit lux magna in terris.
Hæc dies quam fecit Dominus:
exultemus et lætemur in ea.

Un giorno santo è apparso a noi.
Venite, genti, e adorate il Signore,
poiché oggi una grande luce
è discesa sopra la terra.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
in esso esultiamo e ci si rallegri.

HODIE CHRISTUS NATUS EST
Hodie Christus natus est, noè, noè,
hodie Salvator apparuit, noè, noè.
Hodie in terra canunt Angeli
laetantur Archangeli, noè, noè.
Hodie exultant justi dicentes:
Gloria in excelsis Deo, noè, noè.

Oggi Cristo è nato, noè, noè,
oggi è apparso il Salvatore, noè, noè.
Oggi in terra cantano gli Angeli
e si allietano gli Arcangeli, noè, noè.
Oggi esultano i giusti dicendo:
Gloria a Dio nell’alto, noè, noè.

SICUT CERVUS
Sicut cervus desiderat ad fontes aquarum,
ita desiderat anima mea ad te, Deus.

Come la cerva anela alle fonti delle acque,
così l’anima mia anela a te, o Dio.