Biglietto:ingresso libero

Musica sacra inglese del '700

Purcell, Stanley, Walond
Chiesa di San Fedele Domenica 9 giugno 2019 ore 17.00
MUSICA INGLESE DEL  SETTECENTO

Musiche di H. Purcell, W. Walond, J. Stanley, M. Green

Psallite Ensemble
Beatrice Palumbo, voce
Giovanna Scarlato, viola da gamba
Francesco Catena, organo

PROGRAMMA

Henry Purcell 
(1658 - 1695)
A Morning Hymn Z198
voce e basso continuo

John Stanley
(1713 - 1786)
Voluntary VIII op. 5
Allegro - Adagio - Allegro 
organo

Henry Purcell
Close thine eyes Z184
voce, viola da gamba e b.c.

William Walond (1725 - 1770)
Voluntary in sol maggiore
Adagio - Allegro
organo

Henry Purcell
The  Blessed  Virginis Expostulation Z196
voce e b.c.

William Walond
Voluntary VI in re minore
Largo - A tempo ordinario
organo

Henry Purcell
O lord, what is man Z192
voce e b.c.

Maurice Green (1695 - 1755)
Cornet Voluntary I in  sol  maggiore
Andante - Allegro
organo

Henry Purcell
An Evening Hymn Z193
voce e b.c.

APPROFONDIMENTI
Psallite Ensemble, nato in san Fedele nel 2013, propone regolarmente dei programmi con brani musicali di ascolto raro od opere apparentemente minori di grandi autori. Tra i programmi degli anni scorsi vanno ricordati i Salmi di Benedetto Marcello, la musica sacra nella famiglia di J.S. Bach e la musica scritta dalle religiose milanesi e lombarde nel XVII secolo.
La proposta di quest’anno riprende una tematica già investigata alcuni anni fa, la musica sacra di alcuni autori inglesi dei secoli XVII e XVIII. Verranno alternati brani con solo organo e composizioni con voce solista e basso continuo.  
Il più famoso musicista del XVII secolo è senza dubbio Henry Purcell (1658 - 1695), di cui sono proposti all'ascolto alcuni Inni. Oscure le sue origini, Purcell nacque forse a Westminster. Da ragazzo, fu corista della Cappella Reale e quando mutò voce, nel 1673, divenne assistente. Nel 1677, a 18 anni, venne nominato “composer for the violins” per l’orchestra d’archi del re. Nel 1682 sarà uno dei tre organisti della Cappella Reale. 
Lo stile compositivo di Purcell integra elementi musicali della tradizione e approcci innovativi. La sua prima educazione presso la Cappella Reale lo ha familiarizzato con il genere dell'Anthem (componimento vocale o vocale-strumentale su testo biblico usato nella liturgia della Chiesa anglicana, in forma di mottetto, poi affine alla cantata, e più tardi ancora ampliato nella parte strumentale) di compositori anteriori. Il suo attaccamento alla musica antica si manifesta nei suoi primi lavori di musica sacra. Come contrappuntista Purcell eccelle: nelle abili combinazioni che ricorrono nelle Fantasie, nelle Sonate e nella sua ingegnosa e personale maestria nel condurre le voci creando spesso delle armonie inattese. Questa abilità tecnica era un mezzo secondario, in verità Purcell era maestro nell’esprimere le passioni. Nel tempo Purcell mostra una tendenza crescente ad adottare anche una struttura diatonica, caratteristica di gran parte della musica italiana del suo tempo. Le stesse tendenze si trovano nei Services, cioè nella musica richiesta nelle preghiere del mattino e della sera e per il culto della Santa Comunione, nella liturgia anglicana. Gli Inni che vengono proposti evidenziano queste caratteristiche: preghiera, aderenza al testo e grande partecipazione emotiva.
Esemplare è l’Inno The Blessed Virgin’s Expostulation. Il testo è sempre sottolineato magistralmente dalle note che lo accompagnano, nell’invocazione a Gabriel il brano raggiunge l’acme della drammaticità.
Attenzione particolare merita anche An Evening Hymn. Questa composizione è costruita su un basso ostinato di 5 battute; il basso suonato dalla viola da gamba ripete le medesime note (ostinato) dall’inizio al termine del brano . Sopra queste note il compositore costruisce un canto sempre più ricco e fantasioso comunicando nel contempo grande serenità: Riposa allora anima mia! E cantando loda la misericordia che fa molti i tuoi giorni.
Tre anni dopo la morte di Purcell, Henry Playford pubblicò il primo volume di una collezione di Arie sotto il titolo “Orpheus  Britannicus”. Il titolo stesso indica la stima in cui Purcell era tenuto come compositore. Nella prefazione, lo stesso Playford scriveva: “..fu particolarmente ammirato per la musica vocale e dimostrò un ingegno particolare nell’esprimere l’energia delle parole inglesi, appassionando e destando ammirazione in tutti i suoi uditori”. Il Capitolo di Westminster decise di dare sepoltura a Purcell ai piedi dell’organo che aveva suonato per tanti anni.
Il programma organistico di oggi è dedicato esclusivamente al Voluntary di autori diversi del XVIII secolo.
Voluntary: il dizionario inglese traduce: volontario, spontaneo, libero; questo concetto ben si addice all’improvvisazione musicale. Ancora oggi, come allora, l’utilizzo dell’organo nel servizio liturgico è scandito dai tempi della liturgia e molto spesso l’organista improvvisa. Nel tempo, i musicisti sentirono l’esigenza di codificare le loro improvvisazioni; gli organisti inglesi si orientarono verso composizioni in forma di piccole suite con due o tre parti (allegro-adagio-allegro). L’organista poteva così scegliere il brano più adatto al momento liturgico con una durata adeguata. Inizialmente gli organi erano per lo più dei positivi (una sola tastiera). 
In due Voluntary che verranno eseguiti si potrà ascoltare il registro solistico del Cornetto, molto spesso utilizzato dai compositori inglesi del tempo.
Francesco Catena

TESTI

A Morning Hymn
Thou wakeful shepherd, that does Israel keep,
Rais’d by thy goodness from the bed of sleep,
To thee I offer up this hymn
As my best morning sacrifice;
May it be gracious in thine eyes
To raise me from the bed of sin.
And do I live to see another day,
I vow, my God, henceforth to walk thy ways,
And sing thy praise
All those few days
Thou shalt allow.
Could I redeem the time I have mis-spent
In sinful merriment?
Could I untread
Those paths I led?
I would so expiate each past offence
That ev’n from thence
The innocent should wish themselves like me
When with such crimes they such repentance see.
With joy I’d sing away my breath,
Yet who can die so to receive his death? 

Close thine eyes
Close thine eyes and sleep secure;
Thy soul is safe, thy body sure;
He that guards thee, he thee keeps,
Who never slumbers, never sleeps.
A quiet conscience in a quiet breast
Has only peace, has only rest:
The music and the mirth of kings
Are out of tune unless she sings;
Then close thine eyes in peace and rest secure,
No sleep so sweet as thine, no rest so sure.


The Blessed Virgin's Expostulation
Tell me, some Pitying Angel quickly say,
Where does my Soul's sweet Darling Stay?
In Tyger's, or more cruel Herod's way?
Ah! rather let his little Footsteps press
Unregarded through the Wilderness,
Where milder Savages resort,
The desert's safer than a Tyrant's Court.
Why, fairest Object of my Love,
Why dost thou from my longing Eyes remove?
Was it a Waking Dream, that did fortell thy Wondrous Birth?
No Vision from above?
Where's Gabriel now, that visited my cell?
I call, I call: Gabriel!
He comes not; flatt'ring Hopes, farewell.
Me Judah's Daughters once caress'd.
Call'd me of Mothers, the most bless'd.
Now - fatal Change - of Mothers most distress'd.
How shall my Soul its Motions guide?
How shall I stem the various tide,
Whilst Faith and Doubt my Lab'ring Soul divide?
For whilst of thy dear Sight beguil'd,
I trust the God, but oh! I fear the Child.

Lord, what is man
Lord, what is man, lost man,
That Thou shouldst be so mindful of him?
That the Son of God forsook his glory, His abode.
To become a poor, tormented man!
The Deity was shrunk into a span,
And that for me, O wondrous love, for me.
Reveal ye glorious spirits, when you knew the way the Son of God took to renew lost man,
Your vacant places to supply;
Blest spirits tell which did excel, which was more prevalent,
your joy or your astonishment.
That man should be assum'd into the Deity,
That for a worm, a God should die.
Oh! oh! for a quill, drawn from your wing
To write the praises of eternal love;
Oh! oh! for a voice like yours, to sing
That anthem here, which once you sung above.
Hallelujah.

An Evening Hymn
Now, now that the sun hath veil’d his light
And bid the world goodnight;
To the soft bed my body I dispose,
But where shall my soul repose?
Dear, dear God, even in Thy arms,
And can there be any so sweet security!
Then to thy rest, O my soul!
And singing, praise the mercy
That prolongs thy days.
Hallelujah! 

Ora ora che il sole ha velato la sua luce
ed offre al mondo la buonanotte
al morbido letto il mio corpo consegno
ma dove troverà riposo l'anima mia?
Amato amato Dio nelle Tue stesse braccia
e non può esistere alcun rifugio altrettanto dolce!
Riposa allora anima mia!
E cantando loda la misericordia
che fa molti i tuoi giorni.
Alleluia!