DOM 23 giugno Mendelssohn e inedito di Graupner

Omaggio a Ruggero Boscovich s.j.
Chiesa di San Fedele  ore 17
testo/musica
Soprani: Shin Seonhee e Angela Alesci
Mezzosoprano: Ekaterina Adameva
Tenore: Kim Woosang
Basso: Chae Jung

I CIVICI CORI
Francesco Girardi, maestro preparatore del coro
Luca Garro, organo

Orchestra della Civica Scuola di Musica di Milano
Francesco Borali, direttore
Mario Valsecchi, direttore

PROGRAMMA

Felix Mendelssohn Bartholdy  (1809 - 1847)
     Sinfonia n. 1 in Do minore, op. 11 (1824)
               I. Allegro di molto
              II. Andante
             III. Menuetto (Allegro molto), Trio, Menuetto
             IV. Allegro con fuoco

Direttore: Francesco Borali

Felix Mendelssohn Bartholdy      
     Hör’ mein Bitten, Inno per soprano, coro e orchestra, WoO 15 (1844) *

«Hör’ mein Bitten, Herr, neige dich zu mir» (Andante - Allegro moderato - Sostenuto)
«O könnt' ich fliegen wie Tauben dahin» (Con un poco più di moto)

Christoph Graupner  (1683 - 1760)

     Magnificat per soli, coro e orchestra (1722)

Direttore: Mario Valsecchi

* Soprano: Shin Seonhee

In collaborazione con la Fondazione Milano e il Consolato Generale della Repubblica di Croazia

Concerto conclusivo della stagione in omaggio al gesuita croato Ruggero Boscovich, scienziato e cittadino di diversi paesi europei. Il programma comprende la Prima Sinfonia in Do minore e Hör Mein Bitten per solista, coro e orchestra di Felix Mendelssohn Bartholdy (1809-1847) e il Magnificat inedito per soli, coro e orchestra di Christoph Graupner (1683-1760), composizione grazie alla quale il compositore sassone si aggiudicò la nomina a Kantor della Thomasschule di Lipsia; posto che dovette presto abbandonare a favore di Johann Sebastian Bach.

APPUNTI
Nel 1824, dopo diverse prove di scrittura sinfonica, il quindicenne Mendelssohn si misura con il complesso modello sinfonico beethoveniano. Diretta nel 1829 dal compositore stesso, sul podio della Royal Philarmonic Society di Londra, con questa Tredicesima Sinfonia in Do minore Mendelssohn pervenne a un linguaggio moderno e autenticamente personale, a tutti gli effetti la ‘n. 1’.
Al 1844, alla maturità del compositore amburghese, risale invece la composizione di Hear my Prayer, commissionatogli dall’autore del testo di questo Inno religioso: W. Bartholomew, autore del libretto dell’Oratorio Elijah. La traduzione in tedesco dell’Inno (Hör’ mein Bitten) venne apprestata dallo stesso Mendelssohn, il quale non si sarebbe mai immaginato che questa sua opera sarebbe diventata una delle sue più eseuite, soprattutto in Inghilterra.
A Mendelssohn si deve pure la riscoperta postuma di Johann Sebastian Bach. Eppure, se non fosse stato per un inconveniente toccato in sorte a Christoph Graupner (1683-1760), uno dei compositori più apprezzati del suo tempo allievo di Kuhnau, la carriera e la produzione musicale di Bach avrebbero assunto probabilmente un corso e una fisionomia ben diversi. Infatti, in un primo momento, il concorso per l’assegnazione del posto di Kantor della Chiesa di San Tommaso di Lipsia non fu vinto da Bach, bensì da Graupner. Questi, il 17 gennaio 1723, sottopose all’ascolto della commissione giudicatrice due Cantate di propria composizione. Alla commissione bastò poco per convincersi del talento di Graupner, dal momento che, tre settimane prima, durante la funzione della vigilia di Natale, era stato eseguito il suo Magnificat per soli, coro e orchestra. In effetti, Graupner non ricevette dal suo datore di lavoro il permesso di trasferirsi a Lipsia, e così il posto fu abbandonato a favore di Bach, il quale lo conservò fino alla fine dei suoi giorni.