BIRDS

Ciclo Multimedia Project
Auditorium lunedì 17 novembre 2014 ore 21.00
BIRDS
Spettacolo Multimediale sul "Catologue d'oiseaux" di Olivier Messiaen

musiche di J.B. Rameau, R. Schumann e O. Messiaen

Víkingur Ólafsson, pianoforte
Yann Malka, animazione video e messa in scena

(Prevendita online, per informazioni 02 86352231)

PROGRAMMA

Jean-Philippe RAMEAU (1683-1764)
- Le Rappel des oiseaux (1724)

Olivier MESSIAEN (1908-1992)
Catalogue d'oiseaux 1956/58

- Le Loriot (Rigogolo)
- Le Traquet Stapazin (Monachella)
- L'Alouette-lulu (Tottavilla - Lullula Arborea)
- L'Alouette Calandrelle (Calandrella)
- La Bouscarle (Cettia Cetti / Usignolo di fiume)
- Le Courlis cendre (Numenius)


Robert SCHUMANN (1810-1856)
Vogel als Prophet (da Waldszenen) op. 82 (1848/49)

TRAILER di BIRDS

SINTESI
Il terzo appuntamento del ciclo Multimedia Project. vede come protagonista il mondo sonoro degli uccelli, partendo da un'opera maggiore di Olivier Messiaen per pianoforte: Catalogue d'oiseaux del 1956-1958. Il linguaggio musicale di Messiaen ricostruisce e trasfigura il canto degli uccelli con grande delicatezza, humour, a volte prevale il realismo, altre volte l’aspetto lirico o simbolico-spirituale.
La serata si aprirà con Le rappel des oiseaux di J.P. Rameau, sorta di raduno iniziale degli uccelli. In conclusione è previsto Vogel als Prophet (Uccello Profeta) di R. Schumann. Un passaggio quindi dalla realtà naturale degli uccelli, riletta e sonorizzata da Messiaen, all’aspetto visionario e profetico di R. Schumann.
La parte musicale verrà interpretata dal pianista islandese Víkingur Ólafsson, tra le più importanti rivelazioni pianistiche internazionali degli ultimi 10 anni.
Verrà sperimentata una formula audiovisiva attenuata. Si sperimenterà una formula audiovisiva in cui i brani musicali di Messiaen verranno continuati da una sorta di risonanza visiva, costruita dal videoartista spagnolo Yann Malka, noto realizzatore dell’ambito pubblicitario.
 
MESSA IN SCENA
Viene proposto un dispositivo scenico semplice che unisce il recital e la proiezione, in una forma di “scultura” unificata, fissa e coerente, con una fascia verticale posta davanti alla cassa di risonanza del pianoforte, quasi a continuarne la forma geometrica e il suono.
Lo scopo è di trovare un buon equilibrio tra due elementi costitutivi del linguaggio di Messiaen: il “decorativo” e il “patetico”. Come ha ben notato Yann Malka nella concepire la regia di BIRDS, l’arte musicale di Messiaen è più interessata all’elemento “quantitativo” e soprattutto all’intentistà che all’elemento qualitativo. A riguardo, il compositore francese spesso rinvia all’immagine delle vetrate delle chiese medievali di cui era un grande ammiratore. Queste vetrate sono “decorative”, ma in realtà producono un effetto abbagliante a causa dell’intensità insita in esse. E questo abbagliamento dà loro un carattere essenziale e non accessorio, in questo modo si passa da un livello “decorativo” a una “rivelazione”. Allo stesso modo, emerge come una “Presenza” nella musica di Messiaen – afferma Yann Malka – che ne costituisce l’elemento più forte della sua arte. Proprio questa caratteristica di Messiaen, del giustapporre piuttosto che comporre, proprio questo fa che nella sua musica ci sia sempre una Presenza e che questa Presenza sia effettivamente di carattere sacro. L’intensità di ogni avvenimento raggiunge il colmo perché c’è effettivamente una rivelazione in ogni evento musicale. Per cui, Yann Malka ha deciso di rimanere nella coerenza spaziale della messa in scena, per creare giustamente una “Presenza”  unica e solida.
Ma c’è pure, nell’arte di Messiaen, l’elemento “patetico”. Per esempio nel Catalogo degli uccelli Messiaen sistematicamente gioca con un contrasto concettuale e “patetico”. Per dare un carattere di evento ai canti d’uccelli, inserisce il “decoro” ogni volta. Crea ogni volta con una variante di questo linguaggio di giustapposizione un vero e proprio “ambiente” spesso armonico (o “colorato”) che non si sposta ma che cambia come cambia la luce del pomeriggio. E si assiste così a quelle prodigiose evocazioni del tramonto e dell’alba, delle sensazioni termiche, dell’odorato ecc. Tutto questo crea il “paese” in cui il canto dell’uccello ha luogo. E tutto l’ambiente viene da Messiaen evidenziato e differenziato dall’uccello protagonista.

La tematica generale della stagione di San Fedele Musica è la Creazione. In questo spettacolo ci si sofferma su un dettaglio del creato, sugli uccelli, ovvero gli animali musicisti per eccellenza a causa del loro canto e al tempo stesso le creature con un lato spirituale, sono loro gli unici animali a beneficiare di una predica del santo di Assisi. Il programma è composto dai brani più importanti del Catalogue d’oiseaux di Olivier Messiaen, il compositore/ornitologo che più di ogni altro ha studiato e amato l’universo degli uccelli, la cui unica Opera lirica è appunto San Francesco d’Assisi che prevede una scena in cui san Francesco parla con gli uccelli.
 
O. MESSIAEN
CATALOGUE D’OISEAUX
Composto tra il 1956 e il 1958, il Catalogue d’oiseaux è stata un’impresa musicale gigantesca, la durata integrale del ciclo di tredici brani è di circa tre ore. Per lo spettacolo BIRDS sono stati scelti i sei brani più rappresentativi del ciclo. Messiaen precisa che si tratta di “Canti di uccelli delle province di Francia. Ogni solista (uccello) è presentato nel suo habitat, circondato dal suo paesaggio e dei canti degli altri uccelli presenti nella stessa regione”. Si ritrovano, in queste pagine, i viaggi e gli studi di ornitologo di Messiaen, la sua accurata ricerca e notazione dei canti degli uccelli nel loro ambiente. Il compositore francese classifica in tre categorie i canti degli uccelli: i gridi (“spesso laboriosi e sempre sorprendenti sul piano ritmico e timbrico”); le strofe di lunghezza variabile; le cadenze e gli assoli dei grandi “cantanti” che occupano la parte più importante dell’opera.
Salvo qualche rara eccezione, tutti questi canti sono rigorosamente autentici, anche se trascritti su una scala umana per quanto riguarda gli intervalli, le densità e le durate. Sono pure autentici i montaggi in duo o in tutti e i paesaggi che li circondano.
Nei tredici pezzi del ciclo si contano 77 uccelli differenti, tra l’altro l’uccello che dà il nome a ogni brano spesso non ha la parte solistica più lunga. Il materiale musicale, oltre i canti, comporta tutto cià che deve evocare il paesaggio, tramite dei modi musicali “colorati”, e anche tramite gli stilemi compositivi cari a Messiaen. Sul piano formale, non ci sono punti fermi ma itinerari sempre diversi. Il compositore in effetti segue, passo dopo passo, minuto per minuto, la marcia vivente delle ore del giorno e della notte. Si può affermare che si tratti più di un percorso rivelativo, di apparizioni che di musiche formalmente predefinite.
Una nota importante per l’ascolto. Nella sala da concerto manca la continuità del paesaggio sonoro che circonda gli uccelli (da Olivier Messiaen, di Harry Halbreich).

In collaborazione con:
ambasciata d’Islanda, Istituto Cervantes, Institut Culturel Français de Milan